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Febbraio 2012 |
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| | Compleanni di oggi: lcp1999, susi, SVDiesel |  |

| I nati di oggi:
1948 Alice Cooper Detroit, USA 1961 Henry Bogdan (Helmet) Riverside, USA |  |
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vlExitMusic ExitMusic / Recensioni / Klima -
- TRACKLIST
- 01.
- The City
- 02.
- Fluorescent Stars
- 03.
- You Make Me Laugh
- 04.
- I Love That Day
- 05.
- Her Love Is Happy
- 06.
- Neverending
- 07.
- The Lady Of The Lake
- 08.
- Why Does Everything Have To End?
- 09.
- The Third Man
- 10.
- Your Game Is Over
- 11.
- The Damage Is Done
KlimaKlimaMolto spesso mi capita di venire a contatto con nuovi dischi e artisti, e sentire la necessità di farli miei solamente grazie ad un intuizione, una sensazione che vibra sotto la pelle dopo aver ascoltato solamente qualche secondo e magari distrattamente. Infatti, questa mia distrazione iniziale ha fatto sì che una volta salito in macchina ed inserito il cd di "Klima" nel lettore, venissi subito premiato da una certa dose di sorpresa e di soddisfazione, ascoltando qualcosa che per me era ancora totalmente inedito. Qualche minuto più tardi mi rendo conto del perchè avessi comperato il debutto di "Klima", senza sapere niente di lei: prima di tutto per la voce, poi per la gentilezza degli arrangiamenti. Mi accorgo questo quando, guidando, dopo esattamente quattro minuti e venti inizia "Fluorescent Stars". una canzone fatta di chitarre e voce, e nient'altro. Lei si chiama Angéle David-Guillou, musicista e cantante francese trapiantata a Londra il cui debutto nella scena musicale avvenne con uno split con i "Piano Magic". Successivamente ci furono diverse collaborazioni tra il gruppo e la cantante, che finalmente ci regala la sua prima opera completa e licenziata dalla Peacefrog. Il disco viene scritto da Angéle con l'aiuto del tastierista dai "Piano Magic", Jerome Tcherneyan e vede alla produzione artisti come Gwen Cheeseman degli "Psapp" e Guy Fixsen dei "Laika". I rimandi sono facili da individuare, si pensa subito a "Bjork", ai "Cocteau Twins" e a tutti quegli artisti che hanno unito voce e strumenti/elettronica con quel fare che è derivato dal Trip-Hop anni 90'. Anche se il disco non aggiunge nulla di nuovo a quello che molti altri hanno fatto, vanta una voce che possiede dei tratti distintivi particolarissimi, esaltati da una produzione musicale messa spesso in secondo piano. E non è poco, per una prima prova. I brani da ricordare sono i primi due, "The City" e "Fluorescent Stars", più avanti la bellissima "Her Love Is Happy" e "The Lady Of The Lake". Si tratta di un disco gentile, che a volte presenta momenti più movimentati come in “Neverending”, che riescono comunque a mantenere un tono quasi "lunare". Lo stile francese è riconoscibilissimo anche se i testi sono in lingua inglese. Io, in ogni caso, continuerò ad ascoltare una cinquantina di volte al giorno "Fluorescent Stars", perchè credo che sia la canzone di cui tutti abbiamo bisogno in questo momento. |
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