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ExitMusic / Recensioni / Scale
  •  
  • TRACKLIST
  • 01.
  • Something Isn't Right
  • 02.
  • The Movers and the Shakers
  • 03.
  • Moving Like A Train
  • 04.
  • Harmonise
  • 05.
  • We're In Love
  • 06.
  • Birds of a Feather
  • 07.
  • Those Feelings
  • 08.
  • Down
  • 09.
  • Movie Star
  • 10.
  • Just Once
  • 11.
  • Wrong

Matthew Herbert

Scale

Herbert l'ha rifatto.
Solo che questa volta attraverso un viaggio per mezzo di link incrociati finisco sul suo sito (www.matthewherbert.com) e vedo le session di registrazione in video, e mi viene in mente di aver letto all'interno del booklet del disco: "635 objects used to create this album".
Difatti la copertina e gli artwork all'interno del packaging sono totalmente composti da disegnini di tutti gli oggetti che il nostro ha usato per la realizzazione di questo disco.
Con la sua faccia da schiaffi Matthew Herbert l'ha rifatto, ha creato un altro album sorprendente chiamato "Scale" dopo l'assurdo episodio "Plat Do Jour" (con gli artwork tra l'altro di Stanley Donwood, lo stesso che collabora da sempre con i Radiohead) uscito recentemente per la sua Accidental (www.accidentalrecords.com).
Parlando finalmente del disco, posso dirvi che Herbert ritorna un pò alla musica di "Bodily Functions", ma come se l'atmosfera non fosse notturna ma primaverile/estiva.
La nota più importante è l'intera orchestra (come si vede anche dal video-documentario presente sul minisito di "Scale" www.herbert-scale.com) che suona sopra le sue costruzione ritmiche, e la voce della moglie di Herbet, l'eccezionale Dani Siciliano.
Risulta così curioso ascoltare canzoni con melodie molto PoP, pensando che sono arrangiate con chissà quali oggetti e strumenti suonati all'interno di caverne, sott'acqua oppure su una mongolfiera.
Come al solito Herbert produce un concept album, stavolta perfettamente riuscito sia per intento che per risultato.
Mi vien da pensare che Herbert sia un genio. Oppure qualcosa che non posso dire in questa sede.
Io sono propenso più alla prima soluzione, vedendo la mole di uscite discografiche che produce nell'arco di un singolo anno sia con il suo progetto che come produttore collaborando con diversi artisti (vedi Roisin Murphy e i dischi per Dani, protagonista di "Slappers", seconda prova della cantante dopo "Likes").
Aggiungiamo un etichetta il suo impegno nella filosofia e nella ricerca.
Concludo consigliando l'ascolto di questo disco sia per rendersi conto di che personaggio sia Matthew Herbert, sia per la bellezza stessa dell'opera in questione. Non grido di certo al miracolo, ma non esistono molti dischi di questo genere che uniscono bellezza e concettualità in un modo così spontaneo.
Genio.

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