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Vicenzalive Box / Brescia-Berlino, sola andata

4 Axid Butchers

Brescia-Berlino, sola andata

La band che sto per intervistare sono i 4 Axid Butchers. Un gruppo che vive a stretto contatto con la musica, gli artisti, la strada.... Non voglio perdermi in presentazioni inutili, tanto loro sanno presentarsi benissimo da soli!Risponde Alfredo, voce batteria e chitarra.

05.03.2007 - Intervista a cura di Alessia Camera


Ho letto che vi siete formati casualmente, frequentando una casa occupata..(??). Come nasce il progetto 4 Axid Butchers?
Ciao innanzi tutto! Ci siamo formati casualmente nel senso che ci conosciamo da 10 anni e non abbiamo mai parlato di musica (neanche quella ascoltata) finchè non abbiamo deciso di fare una band mentre passavamo i giorni nella nostra “casina” a grattarci le palle…
In realtà la casa l’abbiamo “presa in prestito”.

     "...il nostro mercato e la nostra scena è la gente sudata che finito il concerto ci guarda negli occhi e ci compra il CD alla cieca..."     

Il genere che proponete è un po’ difficile da definire, in quanto può essere considerato un “funky” “dance” elettronico, con qualche sfumatura reggae e ska, non abbandonando comunque il pop-rock. Come nasce questo insieme di stili? E quali sono i gruppi che vi hanno ispirato maggiormente (oltre a quelli segnalati su myspace)?
Non ci mettiamo a tavolino a fare una canzone pop o punk o ska o reggae. Dipende dai giorni,da chi ci sta intorno e da cosa facciamo.
Quando stavamo in questa casina, facevamo delle cene che terminavano con scene epiche: 20 persone sparse su due piani a ballare Happy mondays, Propellerheads o Mano Negra. Un macello,e non era mai nulla di organizzato o premeditato e così scriviamo le canzoni noi. In quel periodo abbiamo composto le nostre prime “ingenue” canzoni.
Comunque vedi noi siamo così,siamo più punk o freak di gente che lo è per moda, perché la gente a Brescia per secoli è stata così: rozza, romantica, compatta ed energica.

Sempre riferito al vostro genere, non pensate che questo stile particolare sia un po’ difficile da proporre al mercato italiano e che quindi la fama all’estero possa non essere ripagata in Italia? Potrebbe essere un problema per voi?
Qual è il mercato italiano? Non so nemmeno se esista una scena musicale italiana!
Fino a qualche anno fa c’era una miriade di gruppi: ska, punk, reggae, rocksteady e compilation su compilation, adesso? Pochi giorni fa c’è stato Eurosonic in Olanda, e li è finita la nostra creme o se vuoi chiamiamola “mafietta”.
Il nostro mercato e la nostra scena è la gente sudata che finito il concerto ci guarda negli occhi e ci compra il CD alla cieca, dall’Italia non ci aspettiamo altro. Il “mercato italiano” ha cambiato la vita a gente come Renga non ai Raw Power o ai Miles Apart. E essere ripagati in Italia a livello di alti riconoscimenti non è il nostro obbiettivo.

Penso che suonare uno strumento piuttosto che un altro influenzi notevolmente il modo di comporre. Ognuno di voi nel gruppo suona un po’ tutto: Alfred è voce, batteria e chitarra, Gibo è voce, armonica e chitarra, Istì è voce e basso, Paolo è all’organo e Sandrì è percussioni, batteria e voce. Questa varietà musicale come influenza le vostre idee iniziali per le vostre canzoni?
Abbiamo più scelta e non siamo appunto vincolati a un genere ma bensì a uno stile…: il nostro.

Il vostro cd Emptvision è uscito da circa un anno, ho letto alcune recensioni semipositive sul lavoro fatto. Una in particolare (dal sito losing today) sottolinea come si tratti di un lavoro discreto, considerando che siete un gruppo “ancora giovane”. Quali sono i vostri progetti futuri?
Ho letto questa recensione e ti dirò cosa ne penso: il nostro disco ha innegabili errori di produzione se paragonati a come suoniamo dal vivo, parecchi è vero.
Il lavoro può anche essere definito discreto certamente, dipende dai gusti, ma questo “giornalista” ha fatto un grosso errore che lo scredita e che lo rende poco credibile paragonando i due pezzi del disco in cui la chitarra suona “al contrario” (non la definirei nemmeno in levare) come richiamo ai Selecter. Questo genio ha pensato “ska” e il primo gruppo che gli è venuto in mente (o forse l’unico disco che ha avuto per Natale un po’ di anni fa) l’ha nominato. E’ ridicolo perché tre anni fa suonavo in gruppo veramente ska e abbiamo fatto spalla ai Selecter (si amico ti è andata male) al Live club di Milano e posso assicurarti che non abbiamo nulla a che fare col two tone di quel periodo!
Per ora vogliamo suonare all’estero e qui, portando anche gruppi stranieri con noi.Questo week end suoneremo con i Funny Farm, un gruppo punk rock tedesco, a febbraio avremo delle date in Germania e una di queste è il World Tour della nostra agenzia che si svolge in tre giorni in tre posti diversi: Berlino, Lublijana e Joannesburg, faremo la data di Berlino con una band Sudafricana e una Lettone.
A marzo faremo delle date con un duo francese: Ania et le Programmeur veramente figo (verremo anche ai Cantieri a Vicenza) che non dovete assolutamente perdervi!

Siete di Brescia, anche se nel vostro myspace fate risaltare anche una scherzosa provenienza berlinese per far risaltare i numerosissimi concerti fatti all’estero soprattutto in Germania, se non capisco male! L’idea del nome e dei testi in inglese nasce dalla volontà di espatriare o pensate che anche canzoni in italiano avrebbero dato le stesse opportunità all’estero?
Non è uno scherzo! In questi ultimi quattro mesi siamo stati veramente poco a Brescia!
A Berlino abbiamo preso una casa in affitto che ci serve un po’ da base per i tour, ma ci troviamo talmente bene che siamo più la che qua.
L’inglese è più musicale ma il discorso va oltre, ormai è una seconda lingua,non solo per i musicisti…è la lingua dell’impero.
Anche a Vicenza come a Brescia ci sono delle basi americane di occupazione o sbaglio?Visto che prima che se ne vadano passerà un bel po’ di tempo utilizziamo la loro lingua per farci i c***** nostri.
Mi piacerebbe inserire delle liriche in dialetto nelle prossime canzoni, ma come sai, è molto difficile farsi prendere sul serio. E’ veramente stupido ma e’ così.
Lo Stato ci ha fatto credere attraverso la TV che chi parla il dialetto è un ignorante (Bresciani,Bergamaschi e Veneti sono abbastanza derisi in Italia per la parlata no?).

     "...te li ricordi i Peter Punk…? Vestiti da Punk. Ho visto dei gruppi con chitarre da 20€ e ampli merdosi far attaccare la gente ai muri, bottiglie volare e macello ovunque..."     

Penso che suonare in luoghi completamente diversi, sia dal punto di vista geografico che culturale, non possa essere che un vantaggio per un gruppo che fa musica propria. Potete contare negli ultimi 3 anni più di 60 concerti in Italia, Slovenia, Francia e Germania. Che differenze avete notato tra il pubblico e nell’ambiente dei diversi Paesi in cui siete stati?
Una cultura musicale avanzata e naturale rispetto alla nostra. Però non è colpa degli italiani!
In Normandia i ragazzi che ci hanno ospitato ricevevano le radio indie inglesi come noi riceviamo Radio Maria e Radio Latte e Miele. E’ importante!
Noi adesso sappiamo chi è Pete Doherty perché i giornali ci raccontano le sue storie del c****; quando siamo andati a suonare due anni fa là, era appena uscito il primo dei Libertines e tutti ne andavano pazzi.
Da noi i suoni arrivano inevitabilmente involontariamente dopo. Certo puoi andare su Myspace e sentirti tutto, ma te lo devi andare a cercare…
Anche in Germania la gente reagisce in maniera diversa che qua. L’accoglienza e il trattamento sono innanzitutto fantastici, c’è poco ma non ti manca nulla!Qui abbiamo suonato in un locale (vuoto) dove i musicisti avevano lo sconto di due euro sulla birra che costava 5. Ho detto tutto.

Sempre riferito alla vostra esperienza “europea”, che consigli dareste ad altri gruppi emergenti italiani?
Non ho la superbia di dare consigli però ti dirò una cosa che mi fa inca**are di tanti gruppi italiani: suoni in un gruppo punk? Hai un amplificatore da 2000€ e una chitarra da 1500€…? Sono affari tuoi ma non avrai il nostro rispetto a principio.
Te li ricordi i Peter Punk…? Vestiti da punk. Ho visto dei gruppi con chitarre da 20€ e ampli merdosi far attaccare la gente ai muri, bottiglie volare e macello ovunque.

Brescia non è molto distante da Milano. Pensate che l’ambiente musicale lombardo, avendo come capitale Milano, possa dare delle maggiori opportunità ai gruppi emergenti rispetto a realtà musicali più piccole come Vicenza?
Non ne ho idea! Dipende da come vivi tu il rapporto con gli altri gruppi o il movimento. Brescia è sempre rimasta comunque schiacciata come realtà musicale, in vent’anni ci sono stati solo Timoria e Scisma.Se guardi Bergamo, invece, in questi anni, ha avuto molte più band di medio livello: Verdena, Reggae National Tickets, Arpioni, Famiglia Rossi e altri.Ci sono gruppi bresciani che hanno approfittato di Milano emigrando là come i Punto G che sono il miglior gruppo italiano del momento.

Inoltre come valutate l’ambiente musicale emergente della vostra zona?

Ci sono molti gruppi, molti sono bravi,ma c’è poco seguito,dovuto anche alle condizioni in cui si suona:gli ingressi costano troppo e le consumazioni anche.Inoltre per anni a Brescia ci sono stati due locali come il Donne e Motori e il Freemuzik che erano di livello nazionale e hanno ospitato il meglio della musica indie,ma che ora sono chiusi. Ora non c’è più niente,a parte i gruppi e la voglia.

Avete suonato con molti gruppi italiani, alcuni importanti nella scena musicale italiana. Per citarne un paio: Hormonauts e i vicentini Dufresne. Com’è stato dividere il palco con così tanti gruppi?
Ci sono gruppi che se la tirano e altri con cui diventi subito amico. C’è sempre qualcosa da imparare o da non imparare.

Quest’anno avete partecipato al MEI, sfruttando la possibilità di esibirvi su un palco tenda. Questa fiera rappresenta una delle poche occasioni per dare visibilità alla musica emergente italiana. Cosa pensate delle opportunità che il mercato musicale italiano dà ai gruppi emergenti come voi?
Nel momento in cui ci esibivamo al MEI, suonavano i Punkreas e le Bambole di Pezza sul palco principale e Bugo nella sala conferenze. Puoi ben immaginare quanta gente ci fosse per noi!
Il MEI dal mio punto di vista è un caos: i gruppi portano demo alle etichette (che nella maggior parte dei casi si tratta di gente che non ha combinato nulla coi suoi gruppi e ne “produce” altri) che sono li per vendere (gira gente con un sacco di soldi) o per stringere la mano a qualcuno e strappare una promessa.
A noi queste cose non interessano molto, perché c’è molta gente valida che ama la musica ma anche molti “sbauscioni”.Prendi ad esempio Rockit, il più grande portale di musica Italiana. C’è stato a Berlino il Popkomm che è il MEI mondiale, grandissima manifestazione con tutti gli stati del mondo presenti. Allo stand dell’Italia non c’era niente: non un CD no poster, solo la presentazione del MEI 2006. Una figura “all’italiana”!
C’è però da dire che tutti gli stati presenti (Catalunia e Paesi Baschi oltre alla Spagna) avevano preso sovvenzioni dai loro rispettivi governi, e dal nostro precedente non ci si poteva aspettare questo tipo di cose. Comunque Rockit manda un “inviato” che descrive la situazione penosa e infama Audiocoop che è il coordinamento delle label indipendenti sul suo sito.La mia domanda è questa: perché Rockit non ha preso il suo materiale e non se n’è andata a Berlino a fare il Popkomm a proprie spese? Va a Faenza (non troppo lontano da casa) a farsi leccare il c*** da questo e quell’altro. Eh no! Così è troppo comoda…!
E comunque il mercato lo fa la gente, non quei fessi che scrivono le recensioni! E se la gente non compra i dischi, il mercato è finito. Mettiti nei panni di un ragazzino di 13/14 anni. Le sue fonti possono essere: TOP OF THE POPS, MTV, AMICI DI MARIA DE FILIPPI e le radio che fanno comunque ca****. Come fa a sapere dell’esistenza del metal? dello ska? dello stoner? Internet?….mmmhh

Segnalatemi alcuni gruppi emergenti della vostra zona che vi hanno colpito particolarmente.
Guarda, il miglior gruppo in assoluto che Brescia ha sono i Punto G, senza ombra di dubbio!
Ci sono molti gruppi ora che stanno per cominciare a muoversi: the Records,le Petit Enfant Terrible, Marydolls, Snazzy boys, speriamo bene per questa scena!
Naturalmente ci sono molti altri gruppi che ora non mi vengono in mente, e spero soprattutto che i gruppi che ci credono veramente possano avere soddisfazioni che si meritano! Ho visto due gruppi bresciani veramente bravi non riuscire a sfondare nel loro momento migliore: Altica e Blank Dirt, e non per colpa loro.
Speriamo di vederci a Vicenza! E speriamo che questa base del c**** se la facciano in Texas!!!



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