I Ministri
I soldi sono finiti?
I Ministri sono un gruppo di Milano che ho conosciuto l'anno scorso al MEI di Faenza. Sanno attirare l'attenzione,colpire ed affondare. Sembrano un po' arroganti ma la verità è che sanno mettersi in gioco fino ad includere nella copertina del loro cd un euro. Che l'investimento sia fruttato? Sentite che ci risponde Federico,chitarra.
26.11.2007 - Intervista a cura di Alessia Camera
Ciao ragazzi! Vi ho incontrati l’anno scorso al Mei di Faenza e ho comprato il vostro cd, incuriosita dal fatto che all’interno della copertina ci fosse un euro..scommettavate sulla vostra musica al punto di risarcire chi comprava il vostro cd! A distanza di 9 mesi, pensate sia stata una mossa vincente?
A distanza di nove mesi, abbiamo alla porta una serie di dubbi figuri che ci assicurano che i soldi sono arrivati. Ci dicono “aprite, abbiamo un regalo per voi”. Abbiamo aspettato molto, guardando sospettosi dallo spioncino, e abbiamo deciso di aprire solo quando loro hanno garantito che non avrebbero cambiato la disposizione dei mobili di casa nostra. Ma per ora - com’è evidente - siamo tutt’altro che fuori pericolo.
Sempre con riferimento al Mei di Faenza, cosa pensate di questa vetrina musicale? Partecipare è una mossa vincente oppure no?
Il Mei funziona, ma per difetto. Partecipandoci o facendoci un salto quando proprio non si ha di meglio da fare, ci si rende conto –ahimé, ahinoi – che la musica in Italia, quando non è sporcata dai soldi, è ancora incatenata ai paesi e al provincialismo più profondo. Qualcuno potrebbe gioirne, pensando a una scena ruspante, genuina e nata dal basso. Ma non c’è nessuno dei “pro” del buon selvaggio, solo copertine inguardabili, testi pretenziosi e vuoti, modelli ripetuti alla nausea. Del resto, se costringi un contadino a scrivere, mentirà. Il Mei serve sì, perché quando non c’è concorrenza basta una giacca da idioti per farsi notare.
I Ministri nascono tra le mura di un liceo …e vengono notati direttamente dalla Otorecords? Raccontateci un po’ com’è nato il vostro progetto.
Di solito tra le mura dei licei non nasce nulla, al massimo succede qualcosa appena fuori. Eppure tra noi Ministri ci si conobbe proprio là. Poi il liceo ce lo si lasciò alle spalle e dopo tre anni di pub malefici e concorsi truffa ci infilammo nei sogni del prode Alessio Camagni, nostro produttore, che voleva costruire un’etichetta indipendente ma non aveva la malta. Noi gli abbiamo dato anche la cazzuola.
..quando parti dal basso e non ci sono le luci, non ci sono i roadie e non hai quello che ti accorda le chitarre a quinte abbassate, la scena te la devi inventare, altrimenti da fuori sembrerà un saggio della scuola..
Il vostro cd “I soldi sono finiti” del 2006, in distribuzione con Venus ha avuto molte recensioni positive, Rockit, MusicBoom, KD Cobain , Rockshock. Il vostro sound è accattivante e particolare, passa da melodie tristi a cantati aggressivi, da cadenze sincopate a chitarre nervose, i testi in italiano sono diretti e senza fronzoli.
Come nascono le canzoni dei Ministri?
Guardandosi in giro, leggendo i giornali, facendo la spesa alla Lidl, fumando molto, discutendo di più, organizzando concerti abusivi, comprando generatori, chiedendosi di tutto se ne vale la pena, fumando molto, andando a pranzi filippini di battesimo, coltivando, andando in manifestazione, assistendo agli sgomberi, buttando i giornali.
Le vostre canzoni possono essere messe vicine alle prime degli Afterhours, ma anche Verdena e Marlene Kuntz hanno sonorità accostabili alle vostre. Quali sono i vostri artisti di riferimento?
Quanto più dicono che sono vicini a noi, tanto meno li ascoltiamo. Noi si pastura Loretta Goggi, Karate, Oasis, Slipknot, Tenacious D., Tatu, Rammstein, Gaber, Tool, Papà Gambalunga (tu per Judy sei davvero importante). Al massimo ti si può dire quattro pezzi che vorremmo aver scritto, per un motivo o per l’altro: Quelli che benpensano di Frankie Hi-Nrg, Io Se Fossi Dio di Gaber, Nessuno Fece Nulla dei Csi, Mio Fratello è figlio unico di Rino Gaetano.
E’ inutile chiedervi cosa pensate del mercato musicale italiano, infatti dite: “I piccoli negozi di dischi chiudono, le major mandano a casa un dipendente su due, le riviste del settore traballano e vivere di musica è ormai un progetto che ha la stessa concretezza di un’esistenza basata sul SuperEnalotto”. Quindi i Ministri puntano tutto sui live giusto?
L’unico mercato in cui troviamo bene è quello rionale, dove ancora i pomodori hanno un prezzo sensato, dove si contratta, dove ci sono ancora le sigarette di contrabbando e i bruchi nelle mele. Il resto, appunto, è gente che non si fa mai bastare quello che ha, e gratta la patina argentata con la bava alla bocca, imparando a odiare la moglie prima di poterla scambiare con una troia russa..
..il Mei serve sì, perché quando non c’è concorrenza basta una giacca da idioti per farsi notare..
Rispetto alla domanda precedente.. Vi vestite sempre come vi ho visto io al Mei, con delle vecchie giacche “tra il circense e il napoleonico”? E quanto conta per voi il look e lo spettacolo oltre alla musica nei vostri concerti?
Conta, perché senza le giacche – strette, spesse, calde e zozze – suoneremmo molto ma molto meglio. Conta, perché quando saliamo non dobbiamo più dire “salve siamo i Ministri! Noi tre soli però, quell’altro lì sul palco con la canottiera sta solo spostando i cavi e quell’altro è un fonico di palco”. Quando parti dal basso e non ci sono le luci, e non ci sono i roadie e non hai quello che ti accorda le chitarre a quinte abbassate, la scena te la devi inventare, altrimenti da fuori sembrerà un saggio della scuola.
Parlateci un po’ del panorama musicale emergente di Milano. VlBox ha intervistato i Grenouille, le Vertigini e i 4Axid Butchers di Brescia... citateci altri nomi interessanti!
Perbacco sì: i Keramic – sorta di Radiohead incazzati perché non trovano parcheggio – i Fou – che paiono i Baustelle quando non erano boriosi (dato però che sono sempre stati boriosi, noi ascoltiamo da sempre i Fou) – i Fuckvegas – che spendono tutti i loro soldi in valvole per gli ampli – i Viola Riot – praticamente Omar di Erika e Omar se avesse ascoltato i Nirvana – F Punto – il Cohen di domani, ovvero l’Effe Punto di oggi – i Revofever – quattro nemmeno maggiorenni che ci fanno tremare le poltrone – e ancora Yak, Damien, Hattori Hanzo, Club Noir. Mica son tutti di Milano, ma chi se ne frega di Milano.
Progetti futuri dei Ministri? Comprare delle giacche nuove? O tenere spolverate quelle che indossate?
Uno di noi tre l’ha portata a lavare. Le altre due giacche giacciono ora in camera mia ed emanano odori tutt’altro che salubri. Ma nella stessa camera ho un pesce che mi ha insegnato molto. Me ne regalarono una coppia due anni orsono: per un mese mi preoccupai di tenere pulita l’acqua e dar loro da mangiare. Poi il più grande morì e io deluso lasciai lì la vaschetta a impozzangherarsi, buttando un po’ di mangime quando mi veniva in mente – una volta al mese massimo. Così da due anni, cambiando l’acqua una volta sola, roba che dentro c’è pure la penicillina. Ma il pesce sopravvissuto non è mai stato meglio.