Herman Medrano
Tagliati i capelli e va a lavorare!
Questa settimana vi presentiamo l'intervista di Herman Medrano tradotta in italiano. Con un coraggio da fare invidia a Superman, il rapper veneziano porta in scena la sua quotidianità, fatta di momenti tristi e allegri, tutto condito con un'incredibile dose di comicità. A rendere tutto più realistico, infatti, Herman canta in dialetto veneto. A voi cogliere le differenti espressioni dovute utilizzare per la traduzione.
07.01.2008 - Intervista a cura di Diego Pillon
Ciao Herman, come va? Raccontaci la tua storia, che hai cominciato a raccontarmi all'ulitmo concerto a Padova, e raccontaci pure la storia del tuo nome, che tutti ce lo domandiamo.
Tutto a posto. Il mio nome, penso, sia nato nel 1997, dopo il cd ABC. Io mi chiamo Ermanno, ma mi hanno sempre chiamato Herman, anche la maestra delle elementari. Hai presente quando fai lo scemo tipo circo, quando parli di cose serie ridendo, che in fondo c’è una verità, ma è tutto buttato sul ridere. Ecco, Medrano!
Perché hai scelto il rap per comunicare con la gente? Perchè ti è sempre piaciuto, per essere più diretto con i tuoi discorsi o perché hai un particolare odio per tutti gli altri generi, tipo i cantautori?
Cantautori a parte, quelli seri e bravi ormai non ce ne sono più, io ascolto di tutto, da Vivaldi ai Testament. Il rap è un’attitudine, una cosa così, naturale, senza bisogno di forzature. Se fossi nato in Alabama nel 1950 avrei suonato blues, o negli anni ‘60-’70 avrei suonato rock, ogni epoca ha il suo modo di comunicare l’insofferenza. Il rap è un’ottima maniera per esprimere le mie idee, ma non lo ascolto tutto, c’è un bel po’ di “spazzatura” musicale anche in questo genere.
La prima cosa che colpisce dei tuoi concerti e dei tuoi dischi è il tuo umorismo sfrenato: tuttavia, i messaggi che traspaiono vorrebbero fart fermare e ragionare, farti pensare… qual è l’essenza del messaggio che vorresti dare ai giovani di oggi? E dove pensi ci porterà questa società…all’inferno direi…
Non è buona cosa misurare le canzoni in base ai messaggi, la musica deve soddisfare l’ascoltatore, ma ovviamente non siamo tutti uguali. È non tutti riceveranno il mio messaggio come lo intendo io. Quindi è giusto che ci sia una canzone che sprona, una che diverte, una polemica, una che fa ballare. E ci sarà pure qualcuno che non riuscirà ad apprezzare niente. Il messaggio che vorrei dare è: fa quello che hai bisogno per crescere, con tanta responsabilità! Senza persone con la coscienza a poste, la barca affonderebbe.
..se fossi nato in Alabama nel 1950 avrei suonato blues, o negli anni ‘60-’70 avrei suonato rock, ogni epoca ha il suo modo di comunicare l’insofferenza..
I testi però si concentrato su situazioni quotidiane… quanto conta la quotidianità nei tuoi dischi? Certe cose che racconti nelle tue canzoni, le sento in qualche modo anche mie, ma come fai?
Probabilmente ci assomigliamo! Io racconto solo una quotidianità in cui tu ti rivedi. Il prete di Anguillara Veneta non si rivede certo in quello che canto, e neanche mia madre! Certe cose nella vita non gli sono mai capitate…non per questo se una persona è attenta riesce a cogliere l’essenza e tralasciare le cazzate, che comunque esistono e fanno da contorno: non smetterò mai comunque di inserirle nei testi.
E cosa significa per te cantare in dialetto veneto, la nostra lingua? Quanto importante è?
Dici bene, la nostra lingua ufficiale! Nonostante le differenze dei termini, inflessione e modi di dire delle varie zone non mi sento di chiamarlo dialetto. È stato fondamentale cominciare a farlo, ho continuato a farlo senza pensare fin dove sarei potuto arrivare. Ora non sarei proprio in grado di tornare indietro e ricominciare a cantare in italiano!
Chi ti aiuta nella composizione delle tue canzoni e con la realizzazione delle basi? O ti arrangi e fai tutto da solo… ma su, diamo un po’ di spazio a chi si aggira dietro le quinte... e poi, dove nascono le tue canzoni?
Il 90% delle basi le faccio da solo, anche se sento di essere arrivato ad un buon punto, preferisco studiare bene le situazioni adattando il testo o la musica a seconda dei casi. Questa volta nel disco hanno suonato Dj Tech e Manto. Non cito mai Dj T, artefice di tutti i suoni strani, atmosfere e molti bassi degli ultimi 5 dischi. I testi nascono e crescono in tempi diversi, a volte sono frutto di sfoghi, a volte di riflessioni.
Che emozioni provi quando sei sul palco? Cosa provi guando vedi la gente che ride a crepapelle ai tuoi concerti?
Qualcuno pensa sia una cosa emozionante, mentre per me è rilassante. Io non mi agito, neanche quando sbaglio, anzi, mi faccio una bella risata, come se fosse (e lo è) una cosa normale. In fondo sono tra amici, chi viene a vedermi resti pure tranquillo e beato, io non mi rivolgo a qualcuno per rimproverarlo, non amo rimproverare nessuno…
..ora non sarei proprio in grado di tornare indietro e ricominciare a cantare in italiano!
Una domanda un po’ cattiva: la sai anche tu che farai fatica a diventar famoso, perché fai rap che non è di moda, e in più canti in dialetto veneto… ma per chi lo fai allora? E poi, se canti in dialetto veneto, uno di Pescara non ti capisce, il tuo messaggio quindi non è rivolto a tutti… dove vorresti arrivare?
Se volessi arrivare alla fama in questa maniera non direi certo le cose come stanno, e sarei molto più accomodante. Essendo un tipo testardo, faccio le cose come piacciono a me, senza dover rendere conto ai produttori discografici. Quello che canta in napoletano e va in televisione, sono anche protetti dalla SIAE con un trattamento di favore (dicono che sia cultura però). Secondo te dovrei preoccuparmi che capiscano il mio messaggio? Chi se ne frega!
Sarebbe bello avere più gruppi che cantassero in dialetto veneto: ci sono stati i Pitura Freska, ci sono i Catarrhal Noise… ci diresti altri gruppi che stanno percorrendo questa difficile strada? Qualcuno di veramente bravo che canta in dialetto veneto, anche se proprio per questo motivo non farà mai strada, purtroppo… e che ne pensi della realtà rap/hip hop in Veneto?
Qualche canzone di qualche gruppo, ma in particolare non mi vengono in mente dei gruppi che cantano solo in dialetto veneto. È più importante quello che esprimi, anche se è in italiano, va bene lo stesso. Vedo una sempre più un’agguerrita nuova scena rap: ADRENALINA BOYS, 16 BARRE, DIMENSIONE PARALLELA e altri, spero solo non vada perso tutto il lavoro fatto da noi “vecchi” in questi anni.
Finiamo in bellezza: hai appena terminato il tuo ultimo cd… che altri progetti hai in mente?tipo farne già uscire un altro, partecipazioni con altri gruppi, ti sposerai…
Penso di farne un altro per il 2009, poi si vedrà…magari lavorare in altri progetti mi darà nuove altre idee e continuare a fare concerti con spettacoli diversi. Mi piacerebbe il teatro genere “prendere per il culo”, non satira, proprio sfottere ma a tema, le incongruenze di questa società sono talmente tante che mi vengono in mente un sacco di idee..