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Vicenzalive Box / The band, not that movie

Vanilla Sky

The band, not that movie

I Vanilla Sky, quartetto emo/pop/punk della Capitale nato nel 2002, dopo ben cinque anni di gavetta balza dall’indipendente Wynona Records alla major Universal, e lo fa con 'CHANGES', in uscita a distanza di tre anni dall'album precedente. Ma si son davvero verificati così tanti cambiamenti nell'ultimo periodo? La parola a Brian, cantante e chitarrista.

26.08.2007 - Intervista a cura di Roberta Rocco


Ciao! Cominciamo con una domanda banale ma rituale: Vanilla Sky, perchè questo nome? E’ vero che non ha nulla a che fare col film con Tom Cruise e Cameron Diaz?
Il nome Vanilla Sky è nato da un’idea di Cisco quando ancora non suonavamo insieme. Non è assolutamente legato al film, ma più semplicemente all’immagine che talvolta il cielo da al tramonto. Più tardi, una volta che come band avevamo già mosso i primi passi, abbiamo visto il film, che tra l’altro ci è anche piaciuto.

I Vanilla Sky nascono inizialmente come side-project emo-rock da un’idea primordiale di Brian (cantante/chitarrista dei Lesa Maestà ) e Luka (e batterista dei 9mm) nel febbraio 2002, con la successiva entrata di Cisco (chitarrista dei Party Line) al basso e Vinx (cantante/chitarrista dei Crossystems). Cosa vi ha spinto a sciogliere i vostri gruppi precedenti e dedicarvi totalmente al progetto Vanilla Sky?
La cosa che ci ha accomunato, oltre ovviamente all’amore per la musica (quella vera, suonata), è stata la voglia di voler arrivare da qualche parte, il sogno di costruire un progetto serio, con delle finalità. Nei precedenti gruppi eravamo tutti legati da profonde amicizie con gli altri componenti, ma mancava quel minimo di professionalità che ci avrebbe potuto portare da qualche parte. Abbiamo quindi deciso di formare una “all star band” fra le persone più motivate.

CHANGES, il vostro nuovo album registrato tra Roma e Venezia, mostra i tanti cambiamenti avvenuti, primi tra tutti il passaggio di label. Ci parli della collaborazione con Mark Hoppus dei (+44), ex Blink-182, in “Nightmare”?
Cisco ha un amico in Inghilterra, che si occupa della distribuzione del marchio Atticus in Europa, il quale è in contatto personalmente con Mark. Attraverso lui siamo riusciti a fargli pervenire i nostri demo, circa un anno e mezzo fa. Mark si è quindi interessato al nostro progetto e inizialmente abbiamo parlato di andare a registrare da lui il disco, nel suo studio personale. Poi questa cosa per motivi logistici non è stata possibile. La partecipazione di Mark perciò è stato più che altro un modo da parte sua per dimostrare il suo apprezzamento per i nostri pezzi.

     ...la cosa che ci ha accomunato, oltre ovviamente all’amore per la musica è stata la voglia di voler arrivare da qualche parte, il sogno di costruire un progetto serio...     

E col regista Gaetano Morbioli (già al lavoro con artisti del calibro di Subsonica, Cesare Cremonini, Laura Pausini, Biagio Antonacci e molti altri...) per il video del primo singolo estratto “Break It Out”?
A Gaetano siamo arrivati tramite i contatti con Universal. Lui è stato veramente molto disponibile e molto professionale. Si è dimostrato da subito molto interessato al pezzo, tant’è che dopo un primo momento in cui non si capiva bene con chi avremmo girato, lui si è fatto risentire (era negli USA) per proporci di andare a Las Vegas, proprio per rendere al top quell’effetto di colore e di patinato tipico dei video americani, a cui noi cercavamo di ispirarci.

A Gennaio avete aperto 3 date del tour europeo dei (+44), la nuova band di Mark e Travis ex Blink-182. Inoltre, altre partecipazioni rilevanti: supporters per Offspring (in Germania), supporters per Maxeen (Side one Dummy records), supporters per Ataris (Sony), Independent Days Festival, Eastpak Rock Festival, Rock In Idro.
Vi sareste mai aspettati delle soddisfazioni tali? Cosa si prova a condividere il palco con gruppi così noti?

Inizialmente, ovviamente non ci aspettavamo nulla!Avevamo solo dei sogni… poi piano piano qualcosa è venuto fuori, sempre di più. La soddisfazione ovviamente è tanta, anche perché in queste occasioni si impara sempre tanto. Inoltre è anche molto importante a livello promozionale. Dà la possibilità a gruppi come noi, che fino ad ora non abbiamo avuto una buona esposizione televisiva, di farci conoscere a più persone possibile.

E della Vanilla Sky Television che mi dici??
La VSTV è stata un’idea che è venuta fuori durante le varie registrazioni dei Demo e del disco. Nel corso degli ultimi 2 anni, spesi per scrivere e registrare il disco i fan continuavano a chiederci “cosa state facendo ora? Perché non siete in tour? Quando esce il disco?”. E, per non dare sempre le stesse risposte, abbiamo deciso di documentare la nostra vita al di fuori del tour. Dopo le prime 2 puntate però ci siamo accorti che l’idea sembrava vincente. Abbiamo quindi continuato, con l’aiuto dei nostri fedeli Kikko e Saku, a progettare i successivi episodi, che parlano dalla nostra vita romana alla nostra vita da tour e alle nostre avventure/disavventure in tutto ciò che ruota intorno alla band.

     ...il colpo di fortuna può arrivare da qualunque lato, e più i pezzi circolano, meglio è...     

Cos’è cambiato dal vostro esordio ad oggi?? Mi descriveresti con un aggettivo i Vanilla di
Play it If You Can't Say It e quelli di Changes?

Così su due piedi direi che i Vanilla di Play It erano “spensierati”, e quelli di Changes sono “consapevoli” (anche se non si è mai veramente consapevoli: c’è sempre qualcosa da imparare!)

Hai la possibilità di convincere i lettori di Vicenzalive ad acquistare il vostro nuovo album…però non più di due righe a disposizione!
Abbiamo perso due anni per produrlo, ci è costato fatica e dedizione. Ogni pezzo suona diverso dagli altri, ed è bello a modo proprio. E’ un disco che suona come un disco americano, nonostante sia stato registrato proprio in Veneto!! COMPRATELO! ahahah

Quali sono i gruppi che hanno maggiormente influenzato la vostra musica oltre ai Jimmy Eat World che so apprezzate molto?
Sicuramente Oasis, Beatles, Iron Maiden, Biffy Clyro, Juliana Theory, Acceptance.. e tanti altri..

Curiosità personale…perché la cover di "A thousand miles" di Vanessa Carlton? Qualcosa in particolare vi lega a questa canzone?
No.. niente di particolare. Era l’estate del 2002, e il pezzo era in tutte le radio. Ci è piaciuto e volevamo fare una cover di un pezzo estivo, allegro. Inizialmente è nata così. Poi,visto che è piaciuta molto durante i nostri set live, l’abbiamo portata avanti per tutti questi anni, e ancora la suoniamo.

Com'è a tuo avviso la scena musicale romana? Oltre ai Friday Star, 9mm, Strenght Approach e Napkidnappers, ci sono altri gruppi meno conosciuti a livello nazionale che credi meritino di sfondare?
Assolutamente si. Non vorrei dimenticare nessuno, ma ci piacciono tanto i Seed’n’feed, i Forty Winks, i giovani Melody Fall, i Jersey Line. Consiglio a tutti quanti di dare un’ascoltata a tutti quelli che ho nominato, perché ne vale veramente la pena.

Che cosa consiglieresti ad un gruppo che vuole intraprendere la carriera musicale?
Non dare niente per scontato e camminare a testa bassa. Sicuramente cercare di scrivere bei pezzi con belle melodie. Dopodichè registrare una demo, che suoni nel migliore dei modi possibili, e spedire cd a chiunque, perché il colpo di fortuna può arrivare da qualunque lato, e più i pezzi circolano, meglio è. Se la cosa non funziona, riprovare di nuovo, finchè la voglia c’è. Se si crede veramente in qualcosa, da qualche parte si arriverà!

La vostra amicizia con i Forty Winks? So che avete condiviso un tour europeo...
Eh già… la nostra amicizia con i Forty è radicata veramente nel tempo. Non abbiamo condiviso UN tour, ma bensì IL PRIMO tour europeo. Ci hanno insegnato tante cose. E per noi quella è stata una delle esperienze più indimenticabili. Il primo tour non si scorda mai ahah!!

Ok, intervista finita...ora puoi:
- descrivere con un aggettivo i tuoi colleghi musicisti:
Cisco: Scherzoso
Vinx: Imprevedibile
Luka: Patriottico
- lanciare un appello:
Venite a vederci LIVE!!! I veri Vanilla Sky sono quelli dei concerti, e non del disco.



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