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Vicenzalive Box / cocktail rock!

Bloodymary

cocktail rock!

Questa settimana vi presentiamo i Bloodymary,un gruppo di Vicenza!Il genere è un cocktail di rock, punk, stoner e grunge, stanno producendo un video e fanno parte di un collettivo di artisti, Nutribe con lo scopo di diffondere la musica del nord est..e magari diventare un'etichetta!Sentite cosa ci hanno raccontato Marco (batteria),Giò (chitarra) e Ricky (basso e voce).

14.05.2007 - Intervista a cura di Alessia Camera


Ciao Ragazzi! I Bloodymary esistono dal 2001, anche se con gli attuali componenti solo dal 2004..ci sono stati quindi vari cambi di formazione. Nuove persone riescono ad influenzare anche significativamente il genere di un gruppo, portandolo ad avere un altro sound rispetto a quello iniziale. Perché si tende quindi a tenere lo stesso nome anche se l’unico a rimanere della formazione iniziale sei tu Ricky?
Ricky: Bloodymary è una strana creatura. E ha una lunga storia. In origine pensai al nome “Typhoid Mary” -una donna che il secolo scorso appestò involontariamente mezza New York- ma credo di aver pensato che “Bloody Mary” fosse più immediato e facile. Era il ‘98, credo, e suonavo in una band con Marco, ma non uscimmo mai dalla sua cantina. Due anni più tardi, i primi Bloodymary cominciarono a infestare la nostra ridente cittadina militarizzata; pochi mesi dopo arrivò Giò e tutto sembrò trovare un senso…gli altri ragazzi però mollarono con la musica e quando ci trovammo senza batterista (nel bel mezzo di Vicenzanetmusic!), pensai subito a Marco. Il cerchio si chiude. Siamo cresciuti, la musica è diversa, ma il nome è sempre stato scontato, per qualche motivo. Penso che ci siamo affezionati proprio per tutte le storie che nasconde ed esprime. Siamo noi e ci piace così!…anche se a volte sentiamo ancora pronunciare “Blodi”!
E’ quasi una missione. Un mostro rock in costante evoluzione…Mi piacerebbe un giorno poter dire come i Melvins “siamo in giro a rompere i coglioni da 30 anni”!

Il nome Bloodymary è inoltre molto gettonato, so che “vi fate la guerra” con un gruppo di Milano perché anche loro si chiamano così…ho scoperto che c’è anche un gruppo ska di Brescia con questo nome…ma cos’ha di tanto magico? Ricky: Non so davvero. Penso che sia a causa delle mille accezioni che gli si può dare, al suo suono e alla capacità evocativa della parola. Come ti dicevo, per noi è un’idea senza forma dal valore affettivo. E’ vero che abbiamo dei “cloni”, ma non mi piace parlare di guerra. In realtà, in origine era Bloody Mary, poi per motivi estetici lo abbiamo unito, prima di registrare il primo demo. Due anni fa sono arrivate le minacce da una band di Milano (Bloody Mary) interessata al dominio internet, così Gio ed io abbiamo registrato il marchio a nostro nome. Fine della storia. Purtroppo ci sono volute altre minacce e un avvocato per farlo capire a quei simpatici scherzi della natura. Un’esperienza spiacevole, ma ci penserà l’evoluzione!
…Conosciamo anche la band di Brescia, la Bloodymary Ska Band, ragazzi simpatici…

     ..ci vorrebbe un’agenzia di booking che ci promuovesse…è difficile suonare oltre i confini regionali senza qualcuno che aiuti a trovare date in posti decenti...     

Il progetto parte nel 2000, Ricky con altri componenti incluse tastiere parte prima con cover Nirvana e poi pezzi propri. Ma secondo te, che differenza c’è per un gruppo partire subito a fare pezzi propri rispetto ad essere prima un gruppo cover? E’ un passaggio essenziale oppure no? Oppure ti sentivi un po’ Kurt Cobain anche se suoni il basso?
Ricky: Ahahaha! Casomai Novoselic, visto l’aspetto! In realtà preferisco Dave Grohl
Non siamo mai stati una cover band, anche se ogni tanto proponiamo live pezzi dei QOTSA o dei Verdena... Non ho mai suonato molte cover…A scuola conoscevo a memoria alcuni classici rock e dei pezzi punk…poi Pixies, Nirvana, Foo Fighters…
In seguito Cobain divenne quasi un’ossessione. Conoscevo ogni pezzo, giro e testo, dei Nirvana, ma soprattutto fu il romanzo del loro biografo Mike Azerradd a cambiare la mia concezione di rock. Ancora oggi apprezzo la loro totale mancanza di rispetto per il sistema e la spudoratezza di cui furono capaci in quei pochi anni. Erano portatori di messaggi profondi e scomodi, senza mai prendersi troppo sul serio. Capii che quello che volevo fare era rock, senza compromessi. Ascoltai allora ogni band di cui parlava il libro ed imparai ad amarle come e più dei Nirvana. Molte volte sono stato paragonato al “Kurt” locale. Non so se è un complimento, la cosa non mi interessa più. Lo vedo come il tossico di famiglia che mi ha ispirato in gioventù.

La vostra musica è un insieme di rock, punk, stoner e pop, i testi in italiano e non prendono spunto dalle più svariate emozioni. Come nascono le vostre canzoni? Penso che alcune canzoni siano così originali e piene di sfumature che non sia facile portarle alla luce..quanto tempo lavorate in stanza prima di dire:”ok, la canzone è pronta!”?
Giò: le nostre canzoni nascono da un semplice riff portato da me o Ricky o da jam in prova. Quanto ci lavoriamo dipende dalla lunghezza del pezzo. Spesso quando iniziamo a comporre non sappiamo dove andremo a parare, ne’ quanto durera la canzone.
Marco: di solito partiamo da una linea di basso...poi in genere Gio la elabora e migliora e alla fine in sala prove ci penso io a “incasinarla” con ritmi dispari, levare, pause, ecc…La si prova varie volte finchè non siamo tutti contenti e si vede come rende dal vivo. Eventualmente si taglia o si amplia e modifica…
Ricky: i testi nascono quasi subito, ma non sono quasi mai definitivi. La linea melodica sì. Ritaglio poesie e le incastro, stravolgendone a volte il senso…Ho da parte bozze per almeno due album e decine di registrazioni fatte in casa; sono utili per sviluppare l’idea con gli altri.

     ..ritaglio poesie e le incastro, stravolgendone a volte il senso…Ho da parte bozze per almeno due album e decine di registrazioni fatte in casa; sono utili per sviluppare l’idea con gli altri.     

Registrate Vanish, un mini cd di 6 tracce, con Giorgio alle chitarre e Gian alla batteria; nel 2005 date alla luce Kryzis con un batterista nuovo, Marco, registrato invece al Basement Studio. Se tornaste indietro rifareste tutto? Oppure non fareste nemmeno i musicisti lasciando il dominio del nome Bloodymary al gruppo da Milano?
Giò: e perché mai?
Ricky: no, quello no!

Suonate ad alcuni concorsi, Ferrock4student nel 2003, VicenzaNetMusic nel 2004 e Barbarano Rock , Rock Targato Italia ed Emergenza Festival nel 2005. Cosa pensate dei concorsi in genere?E’ più importante la giuria, il premio o è meglio partecipare in ogni caso perché è comunque un’esperienza per il gruppo?
Marco: Bah...i concorsi regionali non servono un cazzo. Molti sono pilotati...vince sempre il gruppetto “scrauso” con la claque locale...In generale non li vedo molto bene, perchè nessun gruppo passato per concorsi (anche nazionali) ha poi avuto molta fama...Comunque si fanno, perchè va bene così...Si suona e ci si confronta!
Ricky:
Non ne abbiamo grande stima. Energie spese male, invece di creare un vero circuito e promuovere delle buone serate. Raramente danno una discreta visibilità e gli emergenti si sbattono avendo poco o nulla in cambio... Quelli ad alzata di mano, poi, hanno un che di mafioso!

Penso che l’idea “pochi ma buoni” sia importante anche in termini di composizione.
L’affiatamento personale oltre a quello musicale è inoltre un fattore importante per un gruppo che fa musica propria. Gran parte dell’energia di un gruppo deriva dall’intesa secondo me. Quanto influisce poi l’elemento pubblico nei concerti?

Marco: Sì...tre è il numero perfetto! E’ molto più semplice comporre, si litiga meno e poi è molto seventies...è ovvio che se suoni bene ti diranno "eppure siete solo in tre”…ma per una buona serata l'elemento pubblico influisce molto! Più ce n’è più tu carica...A volte invece capita di suonare praticamente per l’altra band in scaletta...e lì ti rompi il cazzo! L'abilità sta nel motivarsi.

Uno dei vostri brani, Untold, ha fatto parte nel 2006 della compilation Overunderground, in cui si vuole far risaltare la migliore musica emergente del nord est e fate parte di Nutribe un’associazione di artisti del nord est. Posso pensare che sia un modo di promozione della musica della zona. Secondo voi non è invece ora di uscire da questo ambiente e cercare di andare fuori provincia o addirittura all’estero?
Giò:
ci vorrebbe un’agenzia di booking che ci promuovesse…è difficile suonare oltre i confini regionali senza qualcuno che aiuti a trovare date in posti decenti.
Ricky:ci piacerebbe, ma imbarcarsi nell’impresa senza un’ etichetta alle spalle è impossibile. Nell’ultimo anno abbiamo avuto delle buone dritte ai piani alti, ma credo che nel frattempo un po’ di attività a livello regionale sia stata utile, nonché necessaria. L’esperienza Overunderground ci ha fatto conoscere il sottobosco regionale. La Nutribe invece è un collettivo di 6 band ed è stata un’iniziativa spontanea. A livello live coinvolgiamo altre band, per ora dal Nord Italia, e magari chissà…un giorno diventerà una vera etichetta

Ultimamente state producendo il video di Martino…come mai questa idea? Non è più importante l’atmosfera musicale prima di quella visiva?
Ricky: il video ha il pregio di portare la musica in ogni casa. Inoltre rimedia due piani narrativi, audio e video, rendendo il testo più esplicito. E’ stato divertente rielaborare il pezzo e renderlo reale con attori, registi e sceneggiatori…Amici che non ringrazieremo mai abbastanza!Dal vivo è diverso. Niente fronzoli. E’ più power! Come una cover dei Tre allegri ragazzi morti che suonano i Pixies fatti dai Weezer

Ora una domanda difficile. Pensate che sia meglio continuare a farvi vedere nei posti in cui siete conosciuti, annaffiando sempre il vostro orticello o tentare di far crescere i fiori nelle rocce, buttando la vostra musica anche in contesti più diversi?
Giò: l’uno e l’altro. Consolidare la nostra notorietà qui e girare per farci conoscere altrove…ma ci vuole anche un gran culo!
Marco: il problema non si pone perchè come molti gruppi che devono superare lo scoglio della notorietà noi non siamo conosciuti. O meglio: facciamo parte di quella schiera di band che quando la nomini ti fanno "Bloodymary? già sentiti...". Perciò stiamo cercando di fare nuove amicizie e di suonare dove ti può vedere tanta gente...(Dunque non provincia di Vicenza)
Ricky: Rocks rock!

Citateci dei gruppi emergenti che ultimamente vi hanno stupito.
Ricky: mi vengono in mente i Marydolls e i The Last days of disco. Da Vicenza mi piace molto l’album dei Superba, poi giusto per fare un po’ di pubblicità, i Dogma e i Minile (con noi al Capannone il 19 maggio)…
Giò: i Lana, i Karnea e i Fiubb
Marco: gli unici che ricordo sono un duo da Modena che ha suonato allo scorso Spio Rock, ma non mi viene in mente il nome

Progetti futuri?
Ricky:
Sabato suoniamo al capannone, un altro paio di concerti "in casa" aspettando di promuovere il singolo Martino.Con l'estate penso ci prenderemo un pausa dai live per sistemare il nuovo repertorio..poi chissà!



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