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Vicenzalive Box / Il rock 'n roll è morto?

The Blue Van

Il rock 'n roll è morto?

I Blue Van sono un gruppo danese di Copenhagen. Stanno girando il mondo, hanno all'attivo due cd registrati in Germania, hanno appena concluso un tour come supporters ai Jet per il quale sono venuti anche in Italia. I loro cd e i loro concerti trasmettono un'energia indescrivibile, forse è anche questo il segreto del loro successo! Risponde Per, batterista.

28.05.2007 - Intervista a cura di Alessia Camera


Ciao!E piacere di conoscervi!I Blue Van esistono da circa 8 anni e arrivano da un piccolo paese nel Nord della Danimarca, a 500 km da Copenhagen. Tuttavia è da quando avevate 12 anni che suonate insieme, dove, nel garage dell nonna improvvisavate fraseggi blues.Ma come mai a quell'età eravate interessati a suonare blues e rock and roll del passato?In Italia, i ragazzi di quest'età ascoltano solo pop!
Ciao Alessia, e piacere nostro. Ok, la storia, molto breve tra l'altro, è questa: il gruppo si formò 2 anni prima che arrivassi io, cosa che avvenne la notte di S.Silvestro del 1996. Un gruppo di quindicenni che all'inizio suonava prendendo spunto da un rock un po' più energico come i Dinosaur Jr., gli Smashing Pumpkins e i Sonic Youth.Un giorno,Søren (tastiere) che allora suonava la chitarra, vide uno spot pubblicitario per una nota marca di caffè danese e rimase folgorato dalla musica che l'accompagnava, che era quella di di Jimi Hendrix!Allora andò a comprare alcuni cd di Hendrix, diventò un fan e così anche il resto di noi. In seguito scoprimmo che la Hendrix era stato ispirato da questi vecchi bluesman e che c'era un sacco di bella musica !Allora cominciammo a cercarla da soli!

Penso che, se a 12 anni vi trovavate a suonare e ad improvvisare insieme, pochi anni dopo eravate già in grado di suonare musica vostra, ispirata dai miti del passato quali Cream, the Animals, The Small Pieces. Nel gruppo chi ha generalmente le idee per le canzoni?E come avviene la seguente realizzazione?

Ritengo che siano Søren & Steffen gli scrittori di canzoni più prolifici nel gruppo, poi ci siamo io e Allan che però interveniamo dopo. Ma questo non è importante perchè quando ci troviamo in sala prove la canzone viene creata insieme e ognuno di noi trova sempre qualcosa da aggiungere. Siamo sicuramente un gruppo democratico!

Il nome “The Blue Van” deriva dal nome del furgoncino usato in Danimarca per trasportare i malati mentali, i ritardati!E' una descrizione provocatoria di voi fatta dai vostri compaesani o è il vostro pensiero su voi stessi?
Nessuna delle due effettivamente!In Danimarca negli anni '60 c'era un gruppo abbastanza leggendario che cantava in danese e che si chiamava Steppeulvene, The Steppenwolves e avevano una canzone che si chiamava "0-0-0", il numero di telefono da comporre per chiamare un'ambulanza. Il testo fa così: "Chiama il furgoncino blu e un'ambulanza!Componi il 0-0-0 che ti aiutano loro!"(in danese naturalmente). Così nello stesso anno in cui sono entrato a far parte del gruppo, stavamo ascoltando quella canzone e decidemmo di chiamarci "Den Blå Vogn" che poi in inglese diventa "The Blue Van". Ho pensato fosse un nome terribile..ma crescendo ho imparato ad amarlo!

     ..abbiamo registrato un demo “A Session With The Blue Van”, un'agenzia di booking si interessò a noi e ci diede lavoro..ci portò a suonare al Roskilde Festival in Danimarca e da lì iniziò tutto!     

In seguito vi siete trasferiti a Copenhagen, sicuri che vi poteva offrire qualcosa di più del vostro peasino!Penso che questa sia una stretta ma essenziale condizione per garantire la diffusione della vostra musica e la crescita del gruppo.Avete registrato un demo in un vecchio garage destinato ad agenzie di booking e etichette.Com'è stato l'arrivo nella grande citta?Descrivete qualcosa positivo e qualcosa negativo.
Beh, all'inizio ci sono state molte cose negative..Ad esempio, durante la prima settimana Søren fece un incidente in bici e si fratturò un braccio per cercare di salvare il disco che teneva sotto.Così niente prove per un mese!Vivevamo in un appartamento abbastanza costoso e abbiamo dovuto lavorare per un'azienda di m.... per pagare l'affitto!Dal lato positivo abbiamo registrato un demo “A Session With The Blue Van”, un'agenzia di booking si interessò a noi e ci diede lavoro,facendoci conoscere molte persone!Questo ci portò a suonare al Roskilde Festival in Danimarca e da lì partì tutto!

Ho letto un articolo in una rivista italiana “Rock Sound” dove affermate che un musicista ha un sacco di opportunità a Copenhagen perchè molte persone e molte organizzazioni sono interessate ai gruppi e ai progetti.Potete spiegarci meglio questo?Com'è la vita di un musicista a Copenhagen?
Eh, quello che penso si volesse dire è che in queste città in generale si hanno maggiori opportunità paragonate ai paesini tipo quello da cui veniamo noi: clubs, eventi, sale prove .. . La vita di un musicista a Copenhagen è forse migliore rispetto anche a Londra o New York perchè gli eventi musicali e culturali sono spesso supportati dal governo, quindi all'artista è quasi sempre garantita una certa somma. Possiamo dire quindi che la scena musicale danese non è niente male!

Il vostro primo cd “The Art of Rolling” è stato registrato in Germania ad Amburgo nel 2005 quasi in presa diretta a parte la voce, e il mixing era pronto già dopo un mese.Il risultato è un album caratterizzato dall'energia e dal feeling che sprigionate nei vostri concerti.Ma come mai siete andati in Germania e non avete registrato a Copenhagen?
C'è una semplice ragione per questo: il nostro manager è nato in Germania e ha avuto buone esperienze lavorative con questo studio a Amburgo (Sound Factory).Il proprietario è un ragazzo che si chiama Lutz Rahn e che collabora con un altro ragazzo inglese,Mark Willis, inoltre Amburgo è vicina a Copnehagen.Così siamo andati lì!

Il lavoro ha ricevuto molte critiche positive, anche nel Sun, nel New York Times, nel Rolling Stones. Cosa pensate a proposito?
Naturalmente è stata una soddisfazione e una cosa molto positiva perchè ci ha aperto moltissime porte!Abbiamo avuto dei contatti con un'etichetta di New York la TVT Records grazie alla quale riusciamo a spostarci in varie parti del mondo!

     ..possiamo trascorrere il pomeriggio nel backstage, senza avere voglia di suonare.Ma quando arriva il momento e siamo sul palco non c'è modo di tornare indietro e non c'è una via di fuga facile. Allora diamo il massimo, ci divertiamo     

Vi ho visti due volte, in gennaio a Verona e in Marzo a Roncade con i Jet.Durante i vostri concerti sembra di assaporare un'altra atmosfera, respirare i '60 e i '70, forse per i suoni dell'Hammond di Søren,per la voce di Steffen o per il ritmo di Allan e Per. I vostri show sembrano uragani, in cui sprigionate tutta la vostra energia, in un modo tale per cui le persone possono solo ballare e cantare!Ditemi la verità..da dove arriva la vostra energia?
Semplicemente deriva da noi gruppo sul palco, e non c'è niente di più facile!Possiamo trascorrere il pomeriggio nel backstage, senza avere voglia di suonare.Ma quando arriva il momento e siamo sul palco non c'è modo di tornare indietro e non c'è una via di fuga facile. Allora diamo il massimo, ci divertiamo e viviamo il nostro concerto. E ci sfamiamo dell'energia delle schiere di persone, più si spingono più ci spingiamo!

Nel 2004 siete andati 3 mesi in tour negli USA(New York e lì attorno), poi in UK e in Germania. di supporto ai Razorlight. Siete andati poi a Tokyo e a Osaka, l'ultimo tour è stato di spalla ai Jet, con i quali siete anche venuti in Italia.Cosa pensate dei diversi posti dove avete suonato?Quali sono quelli che avete preferito per le persone e per il Paese?
Ogni Paese ha un proprio segno particolare.In Germania non il cibo sicuramente!Opposto all'Italia che con il Giappone avete il miglior cibo del mondo!Per quel che riguarda le persone non saprei!Nessun Paese mi ha colpito per essere il migliore o il peggiore, ma in ognuno ci sono gli stupidi e gli idioti oltre alle persone gentili e ospitali!I giapponesi sono molto cordiali ed educati, gli italiani e gli spagnoli sono passionali anche se leggermente aggressivi, ma va bene così e gli americani sono molto aperti a quello che fai..così ogni Paese ha il proprio aggettivo!

Penso che i concerti possono essere diversi non solo per le persone che stanno suonando e per le diverse situazioni presenti ma anche perchè nuovi Paesi, locations e nuove persone che vengono a sentire la vostra musica possono trasmettere diverse emozioni.Ci potreste spiegare questo, illustandoci le differenze che avete osservato nei diversi Paesi in cui siete stati?
Gli italiani e gli spagnoli ci hanno dato una risposta molto calorosa, anche perchè siete persone così, vero?Gli americani amano il rock, gli inglesi sprigionano energie e ottime armonie..e avanti così..

Il vostro ultimo lavoro è “Dear Independence”ed è molto diverso dal primo. La musica è più melodica e più curata ma il suono rimane frizzante e tagliente.Potete spiegarci il significato delle diverse canzoni, magari le tre che possiamo ascoltare dal vostro myspace?
Abbiamo suonato un sacco con “The Art Of Rolling”, circa 200 concerti in due anni e mezzo e quando finalmente si torna a casa dopo un tour così lungo e quello che questo comporta non hai voglia di sederti e fare un altro cd rock 'n roll.Inoltre siamo entrati in contatto con molte sonorità nuove, soprattutto in America dove abbiamo scoperto un nuovo amore per la musica soul dai vecchi vinili che abbiamo trovato in tutto il Paese.
“Don’t Leave Me Blue” è un buon esempio del lato soul del gruppo. E' stata l'ultima canzone che abbiamo fatto prima di entrare in studio ed è stat improvvisata da un riff di Steffen. “Goldmind”è un classico riff di Søren riff, scritto per la chitarra e lui essendo chitarrista sottolinea lo stile che abbiamo avuto nel cd “The Art Of Rolling”.
“Time Is Right” è stata creata qualche mesa dopo quando eravamo a Chicago per finire l'album. E' stata fatta in un altro studio con un altro produttore e poi rimixata dal nostro primo produttore nello studio di New York dov'è stata registrata gran parte dell'album.Infatti se la si ascolta in modo ben attento ci si accorge di una certa diversità di sound dalle altre canzoni.

Siete in vacanza adesso?Quali sono i piani futuri dei Blue Van?
Siamo tutti in vacanza adesso!Tuttavia torneremo molto presto a lavorare sul materiale per il terzo album!Auguraci buona fortuna!Abbiamo anche alcune sorprese in serbo soprattutto per la Danimarca ma non sono ancora confermate, e magari saremo di ritorno in Italia prima che queste siano realizzate!Lo speriamo almeno, ne saremmo felicissimi!Sarebbe la terza volta quest'anno!Quindi..Tenete un occhio sulla nostra homepage se volete venire a vederci!Questo è tutto!Ciao!



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