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Vicenzalive Box / New wave anni '80

Fata

New wave anni '80

I FATA sono un gruppo Emiliano che, dopo la pubblicazione di un EP, si appresta a registrare il primo full-lenght. Dopo molte esibizioni live e dopo aver vinto diversi concorsi in varie zone d'Italia, avremo la possibilità di vederli a Padova prossimamente. Qui rispondono Coach (bassista) e Robby (cantante).

22.01.2007 - Intervista a cura di Alessandro Foletto


FATA immagino voglia dire Fuoco Acqua Terra Aria, ma perchè questo nome e cosa ha a che fare con la vostra musica. Domanda di riserva: chi di voi sa accendere un fuoco usando mezzi di fortuna?
COACH: Immagini giusto ma,in realtà, giochiamo anche sul significato della parola FATA e sulla figura che crea nell’immaginario collettivo.
Alla parola fata si associano caratteristiche di dolcezza, armonia e purezza che creano un contrasto volutamente provocatorio con la nostra immagine.
Alla fine si è sempre detto che le apparenze ingannano, no?
Riguardo al fuoco… non so…. Fede ha un passato glorioso negli scout e forse è in grado di accenderlo.

Col tempo siete passati sempre piu' a identificarvi con un certo tipo di rock elettronico, lasciando alle spalle canzoni della classica pop-rock song italiana, per puntare verso quello che sono i FATA adesso. E prossimamente cosa ci dobbiamo aspettare? Che direzione prenderà il vostro sound? Più morbido per venire incontro ad una certa tipologia di “canzone radiofonica” oppure assumendo connotazioni sempre più particolari?

     ...il palco è un mondo fantastico creato per esprimersi al 100%, non esiste un posto migliore per liberarsi completamente e dare libero sfogo alla propria identità/creatività...     

COACH: Io ritengo i FATA un gruppo pop a tutti gli effetti.
La differenza sostanziale alla base è solo che il nostro modo di scrivere è fortemente influenzato dalla new wave anni 80 anziché dalla tradizione cantautoriale italiana.
Tutti vogliono sfuggire dalla definizione pop, inventandosi parole e termini astrusi per definire le proprie canzoni, personalmente non avverto assolutamente questa esigenza.
Il problema è dato dal fatto che in Italia associamo la merda alla parola pop per colpa di una mentalità discografica sbagliata che tende a saturare il mercato con progetti costruiti a tavolino.
C’è modo e modo di fare pop… Gazzè, Fabi, Silvestri, Bersani non sono uguali a Zero Assoluto, Gemelli Diversi e compagnia bella.
Per il futuro non so francamente che piega prenderemo… facci fare il primo disco e poi ne riparliamo…;-)

Quali sono i gruppi italiani ed esteri a cui vi ispirate? (io ho già alcuni accostamenti ma vorrei sentire voi cosa dite!)
COACH: Tanti… troppi… le influenze storiche passano dai Cure agli Smiths, passando per i Depeche Mode e i Duran Duran ma seguiamo con molto interesse anche la scena new wave inglese contemporanea.
In Italia i riferimenti che mi vengono in mente sono Bluvertigo e il Battiato degli anni 80.

In una delle prime recensioni di Rockit hanno detto che la voce del cantante assomiglia a quella di Renga dei Timoria, mentre in un altro caso a Renato Zero. Personalmente non vedo una somiglianza così marcata. Cosa ne pensa Robby? Ti senti più Renga o più Zero? La cosa ti da fastidio oppure è per te un quasi-vanto?
[ La mia idea è che su Rockit abbiano una serie di recensioni pre-confezionate e a random le affibbiano ai gruppi (sfogo personale e scherzoso, non fateci caso ;-)]
ROBBY: Il paragone con Zero non lo ricordavo... forse sarà per il trucco???
Il mio modo di cantare è cambiato molto dai primi anni 90 e credo che adesso l'accostamento con Renga sarebbe molto forzato, anche perché possiedo un decimo della sua tecnica.
Il mio approccio è decisamente più eighties, in certi punti addirittura punk... ultimamente la tendenza, per chi ci ha visti dal vivo, è di associarmi a Dave Gahan e devo dire che il paragone non mi dispiace… ;-)
Scherzi a parte, credo di aver raggiunto uno stile abbastanza personale, a metà tra F. Battiato e Ian Curtis, sempre che possa essere immaginato un mix tra i due.

Il vostro logo è un cerchio con attorno due frecce che si rincorrono. La mia idea sul logo è che in questo pazzo mondo musicale tutto viene riciclato, le mode passano e poi ritornano magari con qualche aggiustamento, più forti di prima. Il vostro demo intitolato "demodè" è indice di un vostro essere fuori dal tempo, ma come ho già scritto il tempo passa e tutto ritorna sempre. Forse il vostro logo rappresenta i Fata che inseguono disperatamente un sogno che presto vi apparterrà? Con tutto sto giro…vuoi vedere che i Fata sono diventati “Modè"??
COACH: Innanzitutto complimenti vivissimi al tuo pusher, Mr.Voice… ti fornisce roba di ottima qualità… ;-)
Il logo comunque sta a rappresentare la ciclicità degli elementi naturali e il loro rincorrersi eterno.
Sul fattore moda… beh… il ritorno negli anni 2000 delle sonorità eighties non è certo un mistero e questo può far si che i FATA suonino + moderni alle orecchie della gente e degli addetti ai lavori.
Il rovescio della medaglia è vedere sempre più sbarbatelli quindicenni truccati dark col cravattino sottile al collo e i Joy Division nell’Ipod.
In realtà non so dirti se, per un gruppo come il nostro che ha assunto da diversi anni un certo tipo di identità musicale, questa sia una cosa propriamente positiva.
Certo è che dopo che Tiziano Ferro ha scopiazzato una canzone dei Visage le mie perplessità sono aumentate.

Dal vivo siete spettacolari, ho avuto occasione di vedervi al MEI di Faenza quest'anno per la prima volta e ne sono rimasto folgorato, nonostante una esibizione in piena luce e con la tragica scenografia di un tendone. Chi cura il look? Chi è l'ideatore e produttore dell'immagine del gruppo che traspare dai live e dal sito?
COACH: Ognuno crea il proprio look personale, non c’è un vero ideatore a riguardo anche perché la nostra immagine è piuttosto inusuale in Italia, in Inghilterra non lo sarebbe più di tanto.
Sicuramente cerchiamo di mantenere una coerenza di fondo con la nostra tendenza musicale, difficilmente ci vedrai suonare con un maglione giallo e l’espadrillas ai piedi.
Per quanto riguarda le immagini e le foto promozionali… Federico, terminata la sua carriera negli scout, ha fatto studi di grafica e quindi è lui che si occupa di questo aspetto.

Riguardo la domanda precedente… siete così anche nella vita reale, o solo sul palco? (soprattutto quel matto-matto del tastierista)
COACH: La risposta è: no per quanto riguarda gli abiti, si per quanto riguarda noi stessi.
Ti dirò anzi che sono più me stesso sul palco che il lunedì mattina quando timbro il cartellino sul posto di lavoro.
Il palco è un mondo fantastico creato per esprimersi al 100%, non esiste un posto migliore per liberarsi completamente e dare libero sfogo alla propria identità/creatività facendo cadere il muro fatto da stereotipi e taboo imposti dalla società.
Stiamo bene attenti però a non confondere quello che vediamo dal palco con quello che vediamo nella nostra vita di tutti i giorni…. anche Superman è costretto dalle circostanze a vestire i panni di Clark Kent… ;-)
Detto questo: si, il nostro tastierista è tanto ma tanto matto.

     ...sarebbe meglio avere consapevolezza dei propri limiti, in fin dei conti tutti ne abbiamo ma la tendenza generale è nasconderli perché ci si sente fuori... ma fuori da cosa nessuno lo sa con certezza...      

La scelta della lingua italiana vi fa onore! Io la preferisco sempre per un gruppo italiano. Nei vostri testi parlate spesso di cose che non vanno bene, in voi o nelle persone in generale, contraddizioni, modifiche dell'essere, noia, illusioni, una certa insofferenza e pessimismo... cosa cercate di fare passare col vostro messaggio? Una coscienza migliore dell'essere umano? Guardarsi meglio dentro per capire l’altro e crescere?
ROBBY: I testi sono lo specchio di quello che attualmente ci circonda, l'estetismo esasperato e l'arrivismo "a qualunque costo" estremizzati alla follia.
Sarebbe meglio avere consapevolezza dei propri limiti, in fin dei conti tutti ne abbiamo ma la tendenza generale è nasconderli perché ci si sente fuori... ma fuori da cosa nessuno lo sa con certezza e si finisce per essere quello che vogliono gli altri, perché così piace... che tristezza.
Viviamo un nuovo decadentismo coperto da lustrini: questo è solo il mio punto di vista, un po' malinconico se vuoi... ma forse non sono io che sto parlando... è la maschera che indosso ogni giorno, questa è solo un'altra parte da recitare... trucco! azione!
A volte fa male prendersi troppo sul serio.

Voi siete di Carpi, in provincia di Modena, com'è musicalmente la vostra città e la vostra zona? E le ragazze come sono? Cosa c’è di bello e divertente oltre che suonare in una band?
COACH: Carpi è una delle città meno rock in assoluto ma tutto sommato è piacevole viverci perché è tranquilla e, nel bene o nel male, c’è tutto quello di cui si ha bisogno.
Probabilmente servirebbe un po’ più di attenzione nel valorizzare le grandi risorse che ci sono e una politica un po’ più finalizzata ai giovani.
C’è poco interesse sulla scena musicale anche se in tal senso da qualche anno qualcosa si sta muovendo,speriamo bene…
Discorso ragazze: le carpigiane hanno fama, a livello provinciale, di essere belle e tirarsela molto.
Non amo i luoghi comuni e le credenze popolari ma devo constatare che un piccolo fondo di verità c’è… qui mi fermo e spezzo una lancia in favore della mia ragazza che è di Nonantola (piccola comunicazione di servizio: Ciao tesoro, hai visto quante stupidate scrive il tuo moroso?).

Dacci il nome di altre band/solisti o progetti emergenti che conosci, della tua zona o non, che ti piacciono particolarmente e li consiglieresti senza timore.
COACH: La scena musicale modenese è molto movimentata, ci sono un sacco di ottimi musicisti ma manca un po’ di concretezza nello sviluppare dei progetti musicali seri.
La bravura sugli strumenti è una componente fondamentale ma da sola non è sufficiente a portare avanti un progetto… esistono gruppi tanto talentuosi quanto disorganizzati o instabili nella loro esistenza.
Comunque ti segnalo tre nomi da tenere d’occhio: Zoelea, Water in face e Les Fauves.
Il quarto che ti segnalo è invece delle tue parti… i Disfunzione di Padova scrivono bellissime canzoni.

Prossime mosse dei FATA?
COACH: Stiamo preparando il disco d’esordio, quello sarà un passo fondamentale della nostra vita musicale e non solo.
Vorrei essere più esplicativo a riguardo ma molte cose sono ancora in via di definizione tuttora.
Per il resto… continuare a suonare e divertirci a farlo non è mica poco, sai?



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