Luca Bassanese
Non ci sono confini
Luca Bassanese è un artista vicentino che si sta affermando nel panorama musicale italiano con canzoni che vogliono comunicare. Da alcuni mesi sta promuovendo il primo cd "Al Mercato" , arrangiato e composto in sinergia col produttore artistico e musicista Stefano Florio. Impegnato tra musica e teatro, Luca si è reso disponibile per rispondere ad alcune domande.
12.02.2007 - Intervista a cura di Alessandro Foletto
Innanzitutto complimentissimi per la tua musica. A me giunge con delle sonorità in qualche modo ancorate al passato e alla musica popolare, eppure suonano fresche alle mie orecchie, perché forse è la tua voce che si incastra in maniera particolare su queste basi ritmiche.
Volevo chiederti di ripercorrere un attimo il tuo passato. Quando hai scoperto che ti piaceva cantare e scrivere pezzi, e a che età hai scritto il primo pezzo? Puoi dirmi come si intitolava e dov’eri quando l’hai scritto? Ma la domanda più importante è: perchè fai musica?
Innanzi tutto, grazie per i complimenti. Amo la musica popolare perchè nella sua essenza è vera e respira di secoli e secoli di storia senza mai essere qualcosa di “passato”. Io e Stefano Florio, che con mia grande gioia ha condiviso come me questo lavoro, la pensiamo allo stesso modo come lui poi ha reso ancor più evidente e vivo negli arrangiamenti.
Per quanto riguarda la prima domanda, ho iniziato ad amare la musica dalle primissime note di armonica che mio padre suonava e suona tuttora. A scrivere canzoni ho iniziato all’età di nove anni quando incidevo su di un vecchio registratore a cassetta la mia voce non sapendo allora suonare alcun strumento musicale e non potendo memorizzare il tutto in altro modo; erano testi e melodie molto semplici, che ancora conservo.
Non ricordo il titolo del primo brano ma se vuoi posso cantartelo...
Mi chiedi perchè faccio musica, fare musica per me è un’esigenza, un’istinto che parte da qualcosa che non ti so spiegare a parole.
...nulla resterà di noi, se non il ricordo negli altri del cammino fatto......
...credo nel desiderio molto più che nel dovere...
Consigliaci i tuoi ultimi 3 ascolti musicali nel mondo della musica internazionale.
Questi sono i titoli degli ultimi 3 CD di musica internazionale che ho ascoltato:
-LE BALS DES TZIGANES
-MYTHS & TRADITIONS IRISH & CELTIC MUSIC
-MUSICA TRADIZIONALE DEL KURDISTAN
Il tuo album si intitola: “Al Mercato”. Sul sito leggo che “Al Mercato della vita dobbiamo confrontarci per forza, per destino o per volere.” Puoi spendere qualche parola in piu’ a riguardo?
...o per amore, possiamo incontrarci anche e soprattutto per amore. Credo nel desiderio molto più che nel dovere.
La gestazione dell’album è stata piuttosto lunga e laboriosa, ma ascoltando il risultato mi sembra ne sia valsa la pena. Le canzoni sono state studiate molto come arrangiamento e scelte stilistiche, oppure sono nate e cresciute in maniera pressochè spontanea? Hai scartato canzoni che potrebbero finire sul secondo disco?
Le canzoni di “Al Mercato” sono nate quasi tutte da istinto, passione e confronto tra me e Stefano Florio. Credo sia questo il modo migliore per definire anche la scelta con cui abbiamo scartato alcuni brani che non penso finiranno nel secondo album. Per arrivare ad un’essenza si deve togliere ciò che in più avanza anche se ti appartiene. L’opera finale è ciò che conta il resto sono semplici protagonismi.
In “Al Mercato” hanno suonato artisti esteri, ma invece di spingerti ad ovest, come molti fanno, ti sei spinto ad est collaborando con dei musicisti macedoni che avevano addirittura suonato con Vinicio Capossela. Secondo me non si potevano scegliere strumentisti migliori per suonare in un album che vorrebbe “cancellare i confini”. Che tipo di “confini” sono quelli che descrivi nei tuoi testi? Fisici oppure anche di altro tipo?
I confini fisici sono l’effetto di confini mentali, data la nostra natura incerta di esseri mortali abbiamo da secoli bisogno di sentirci padroni di qualcosa che è “nostro” e viviamo nell’affanno di raggiungere tale meta ad ogni costo in perfetto stile machiavellico quando poi nulla resterà di noi se non il ricordo negli altri del cammino fatto.
Il titolo di “Nordest Sacrifice”, contenuta nella compilation di Pensieri di Guerra è molto esplicito.
Sono passati alcuni anni, ti rispecchi ancora nelle tue parole, oppure ti sei ridimensionato rispetto quelle posizioni? Cosa serve al cittadino del nordest per migliorare sotto l’aspetto umanitario? E aggiungo…ti piace la tua terra (così come la ama “Gino” nell’omonima tua canzone) oppure ti piacerebbe vivere altrove? O in un altro tempo?
...quando metto i miei piedi sul palco sento ogni cosa scorrermi addosso, non è facile descrivere questa sensazione ma ti giuro che è una cosa grande...
Le mie opinioni non sono cambiate rispetto al concetto di “Nordest Sacrifice”, anzi prendo sempre più coscienza che tale fenomeno non è solo per chi vuole vederlo ma oramai talmente alla luce del sole che tra rate e debiti siamo sempre più nell’occhio del ciclone.
Siamo allo zero, ogni sussulto di umanità è ben accetto, ma l’impegno umanitario deve essere conseguenza di un percorso basato sul proprio senso di esistenza come uomo e come donna, non semplicemente un appiglio di speranza, se non cambia la nostra quotidianità tutto rimane al suo posto e non può che peggiorare.
Mi chiedi se amo la mia terra, la mia terra è dove mi trovo, non dove sono nato, spero di poter osservare il mondo anche da altre latitudini.
L’album ha degli arrangiamenti a volte delicati e a volte grintosi. Anche nei tuoi live l’atmosfera è spesso raccolta, ma altre volte è carica e densa di parole e note molto energetiche. Qual è stato il palco col pubblico piu’ caldo, bello, che ti ha dato piu’ soddisfazioni? Quale’è la dimensione musicale live che prediligi?
Quando metto i miei piedi sul palco sento ogni cosa scorrermi addosso, non è facile descrivere questa sensazione ma ti giuro che è una cosa grande. Ricordo ogni esibizione come qualcosa in cui ho lasciato parte di me, ho ancora molte cose da raccontare e spero di poterlo fare, per questo bastano anche pochi amici, l’importante è l’attenzione, la passione e la disponibilità al confronto in chi ti ascolta perchè lo senti quando tra il pubblico il silenzio parla e ti insegna.
Dovunque mi giro, leggo cose buone su di te. Rockstar, Il Mucchio, Blow Up, perfino Rockit!
Ti aspettavi un così buon responso dalla stampa?
Lo speravo, questo si, e ne sono senza dubbi molto felice.
Conosci degli artisti diciamo “emergenti” (anche se non mi piace molto come parola) che ti hanno colpito particolarmente, nel panorama musicale italiano?
Ho avuto il piacere di ascoltare in anteprima il singolo dei Balon, un nuovo progetto/band da Torino, e devo dire c’è buona essenza di musica e contenuti.
Visto che siamo piu’ o meno nel periodo giusto, cosa ne pensi di Sanremo,
Andresti ad esibirti sul palco principale?
Cerco di fare un altro mestiere.
Una domanda un po’ particolare: perché ti abbiamo visto spesso con le codine?
Mi fanno compagnia e mi ricordano una persona cara.