Grenouille
Milano sta bruciando!
I Grenouille li ho conosciuti per sbaglio. Ero a Milano per altre cose e una amica mi parla di questo Marco, che ha una band. Io penso "bah, sarà il solito gruppetto del ca**o, come ce ne sono tanti altri"....e invece....
19.02.2007 - Intervista a cura di Alessandro Foletto
...il nome ci lega ad un album che amiamo molto, e che è In Utero, dato che la canzone Scentless Apprentice dei Nirvana è ispirata proprio a J.B.Grenouille...
Pensavo che il vostro nome, Grenouille, significasse “ranocchio”, invece dalla bio leggo che è tratto dal personaggio di un libro, “Il Profumo”. In quale modo le vicende legate a questo nome e a questo libro vi appartengono?Il nome è stato scelto per vari motivi. Il personaggio del libro è molto sgraziato, ossessionato da una passione che lo possiede e che lo porta a spingersi sempre oltre. Lui non ha odore, è un figlio di nessuno. Ma mi piace l’idea di come, verso la fine del libro, riesca a miscelare i vari profumi fino a ottenere l’odore puro delle passioni, e ritengo che durante la storia compia la perfetta parabola autodistruttiva dell’artista. Io ho sempre visto il personaggio come una metafora della figura dell’artista. E il tutto è reso suggestivo da uno scenario, la Francia del 700, descritto nei suoi particolari più taglienti.
Abbiamo amato molto il personaggio di Grenouille nel libro di Suskind.
In più, il fonema della parola Grenouille ha dei suoni secchi e dei suoni dolci, e abbiamo pensato che poteva rendere bene, fare eco al nostro desiderio di fare musica con sonorità di vario tipo, di fare pezzi diversi tra loro. E poi, ultimo ma non per importanza, il nome ci lega ad un album che amiamo molto, e che è In Utero, dato che la canzone Scentless Apprentice dei Nirvana è ispirata proprio a J.B.Grenouille
Quanto amate Milano da 1 a 10? La amate tanto da restare lì anche se bruciasse?
Premetto che, anche se il testo di Saltando Dentro al Fuoco è nato da un periodo non facile vissuto a Milano, noi abbiamo abitato quasi sempre in provincia, a nord di Monza, tra Milano e Como
Verso Milano non puoi che avere un sentimento smisurato di Amore-Odio. Milano ti affossa, ma ti dà l’opportunità, Milano ti dà sempre qualcosa da fare, ma si vive da cane. Io penso che tutte le sensazioni che ti possa dare Milano, intendo tutte assieme, e intendo tutte così diverse, siano una cosa unica nel suo genere. E amo le contraddizioni.
Nel vostro Myspace avete come top-16 dei friends principalmente gruppi o artisti che sono emergenti un po’ come voi. Non vi capita mai di sentirvi solo una goccia nell’oceano? La cosa vi atterra oppure vi stimola a fare meglio e ad avere un “qualcosa in piu’”? Cosa avete in piu’? E cosa vi spinge ad andare avanti?
Ma io penso che tante gocce assieme siano un rimedio alla siccità. A me piacerebbe che in Italia ci fossero cosi tante realtà musicali, che ognuno potesse scegliere quella che più lo rispecchia. La triste realtà è invece che le cose grosse sono sempre le solite, in mano alle solite quattro persone di potere, che le ripropongono continuamente fino alla nausea. Le piccole realtà musicali con una personalità leggermente diversa dal format non hanno possibilità di esprimersi.
Ma io penso che con Internet la cosa possa cambiare un po’. Per questo nella nostra pagina di Myspace, addiamo solo gente del nostro paese. Diciamo che ci sentiamo una goccia nel mar Mediterraneo, và.
E tra l’altro a riprova di questo, sto organizzando una serata il sabato sera al Moonshine Art Pub di Milano in cui suoneremo soltanto artisti di Rock Alternativo made in Italy trovati su Myspace che ci daranno il permesso di far sentire i loro brani. Così, se si vogliono venire a bersi una birra…
In più non abbiamo niente, però QUALCOSA, quello ce l’abbiamo, di sicuro.
Quello che ci spinge ad andare avanti è sicuramente il piacere di suonare quello che ci pare.
Una parte del gruppo suona tutti i giovedì al Moonshine Art Pub; sembra quasi il vostro personale Cavern Club che è stato il posto dove i Beatles hanno fatto la gavetta. Loro hanno suonato lì 292 volte…per riuscire a raggiungerli dovreste suonare lì per 9 anni e mezzo una volta a settimana! Non male! Dove vi vedete fra 10 anni?
Io e Giuseppe suoniamo da così tanto tempo al Moonshine che ormai non ci ricordiamo più quanti anni sono. Penso quattro, forse cinque. Abbiamo suonato di tutto li dentro. Anche tante cover. Abbiamo iniziato con due chitarre acustiche sgangherate, e quando si rompeva una corda la tagliavamo e la riutilizzavamo incastrandola in qualche modo al ponte della chitarra. Alcune atmosfere che sono uscite dalle improvvisazioni a volte erano davvero belle e non saranno mai più risuonate da nessuno. Abbiamo fatto da colonna sonora a stralci di vite, tantissime persone diverse fra loro. Direi che rispetto ai Beatles siamo più o meno a metà strada.
Dove ci vediamo tra dieci anni? Ah… non lo so, ma io e il Peppo, ci giurerei, a suonare ogni tanto al Moonshine.
I Grenouille sono un gruppo che non riesce a stare fuori dal palco, oppure siete come i Beatles (scusate l’abbinamento coi Beatles, che con voi non c’entra, ma oggi mi gira così ;)
che ad un certo punto hanno smesso coi live, dedicandosi solo al lavoro in studio?
Che aspetti positivi ha per voi la dimensione live e quella in studio?
Ho letto molte recensioni del vostro EP, tra cui una entusiastica su Rockit, che notoriamente ha dei recensori duri a convincere, vuoi che sei troppo pop, o troppo sperimentale, o troppo poco questo o quello. Insomma, siete riusciti dove molte band hanno fallito.
Tutti le recensioni sono positive, ma dicono che aspettano di ascoltare un “full-leght” per esprimersi. Come sarà questo futuro disco, quanti pezzi… e ci saranno brani pop da classifica?
Ma, probabilmente dipende dal fatto che se si cerca di giudicare la musica che facciamo con i due pezzi del primo Demo che abbiamo fatto girare, si ha sempre il dubbio che i Grenouille abbiamo azzeccato due pezzi, e non capisci in realtà dove vogliano andare a parare. Più sull’alternativo? Più sul commerciale, come Io,Te, Milano e l’Anoressia (che poi commerciale non è)?
Con il secondo Demo abbiamo aggiunto altri due pezzi ma abbiamo solo buttato altra carne al fuoco, per cercare di smuovere un po’ le acque, le cose non sono cambiate, ci siamo tenuti il meglio per dopo. Noi speriamo che nel disco, che comunque sarà un disco di rock and roll, a parte i paragoni doverosi, possa trasparire una forte personalità, sia dalla poetica dei testi, sia dal modo che abbiamo di suonare gli strumenti.Penso che Carlo Pastore che ringrazio, per l’ottima recensione di Rockit, abbia un po’ percepito questa personalità. Per il resto, chi ci sente al Moonshine lo sa, a noi piace anche fare pezzi più tranquilli, con incroci di chitarre strani, oppure Noise, non solo hit di rock and roll cariche di rabbia.
Quanti pezzi avrà il disco ancora non lo sappiamo, scriviamo di continuo e buttiamo via tonnellate di roba, o la lasciamo a macerare per mesi. I pezzi pop da classifica sono quelli che avete già sentito, solo che non sono pop e non sono in classifica.
Chi vorreste fosse il produttore artistico del vostro disco (italiano e/o estero)?
A me per questo primo disco piacerebbe che fosse Davide Toffolo
Guardando la copertina del vostro lavoro, capisco magicamente già tutto dei vostri testi! Siete coraggiosi perché non parlate mai di fighe, o di banalità, ma sono invece tersi di tematiche interessanti, ma molto personali. Trovo che abbiano delle frasi concise ricche di significati, come una poesia.
In generale e in particolare, di cosa parlano i vostri versi? Magari in dettaglio sui 3 pezzi ascoltabili su myspace.
...penso che le tematiche, sia positive che negative, esprimano il desiderio di manifestare la diversità come una cosa normale, come una particolarità...
Penso che si possa dire che i testi sono accomunati da un senso di accettazione e sublimazione dell’anormalità, anche estrema, che ci può essere in ognuno di noi. Penso che le tematiche, sia positive che negative, esprimano il desiderio di manifestare la diversità come una cosa normale, come una particolarità. Cerco di fare questo con immagini di situazioni al limite cercandone la poesia, a volte parlando di dipendenza, droga, alienazione. Per questo le frasi, anche se toccano temi profondi, a volte estremi, sono sempre costruite con una semplicità concisa, nonostante abbiamo molti significati dentro. A me piace che, a prescindere da quello che significano per me, le mie canzoni possano essere cantate da tutti e adattate alla propria sensibilità. Per questo hanno sempre qualcosa di semplicemente comprensibile che cerca di coinvolgerti da subito. Il modo poi, con cui cerchiamo di coinvolgerti, quello lo decidiamo noi in base ai nostri gusti e alla nostra sensibilità.
Saltando Dentro al Fuoco è un acquarello di Milano, fatto con poche pennellate ma di colori decisi.
Le sensazioni che ti può suscitare, le paure, i controsensi, la bellezza, la poesia della città con la quale dobbiamo fare i conti.
Otto Buoni Modi è una crisi d’ansia. E’ la reazione a un sistema che va in tilt, la perdita di controllo e la rabbia che ne scaturisce.
Io, Te, Milano e l’Anoressia è la disperazione di una storia d’amore che agonizza con una lentezza infinita e ti trascina in basso, non vuole lasciarti andare, ti ossessiona e anche tante, tante altre cose
Comunque se fate un salto sul nostro sito di Myspace dopo che ho messo un pezzo solitamente nel Blog scrivo quattro righe sul testo.
Ascoltando le vostre canzoni mi vengono in mente alcune scene musicali americane ben precise ma, cosa molto positiva, il tutto risulta molto convincente col cantato in italiano. Ovviamente merito di una bella voce ruvida e dei testi non banali.
Perché usate la nostra madrelingua (premetto che io tifo ‘italiano’)? Secondo voi è un vantaggio o uno svantaggio?
Secondo noi usare l’Italiano è una sfida. Io ho iniziato scrivendo in Inglese da ragazzo, come penso faccia la maggior parte della gente che comincia scrivendo testi di musica Rock. Usare l’Italiano è mille volte più difficile e pericoloso. Si rischia di risultare ridicoli, o usare sempre le stesse parole senza dire niente di nuovo. Però può essere anche un vantaggio, e sicuramente una opportunità per far veramente capire che cosa stai dicendo. Con che immagini ti piace esprimerti. Subito, anche al primo ascolto a gente che non ha mai sentito il tuo pezzo e non si è mai scaricata il testo. Io quando voglio farmi colpire allo stomaco da canzoni in italiano molto spesso ascolto Rap, gruppi come il vecchio disco di Sangue Misto, o Fabri Fibra. Mi piacerebbe avere la stessa ampia scelta anche con i gruppi di Rock in Italiano.
Segnalatemi qualche chicca musicale del panorama underground italiano.
Sicuramente quando uscirà il disco degli Io?Drama per la Tube Records succederà un gran botto. Per il resto tante piccole realtà musicali stanno nascendo a Milano e tutto intorno. La Viaaudiobooking, che sono i ragazzi degli AIM che si danno da fare dalle nostre parti, hanno per le mani gruppi davvero bravi, come le My Old Hangover con le quali condividiamo bassista e batterista e che fanno rock Alternativo in Italiano con tocchi alla Carmen Consoli; gli Elohym (li trovate tutti su Myspace) ma anche i Doubleganger, che sono i ragazzi che gestiscono il Moonshine, paladini del vero Underground o, se vi piace il blues, lo Zio Arturo Fiesta, i suoi capolavori e le sue serate all’Una e Trentacinque Circa di Cantù ancora purtroppo sconosciute ai più.
Progetti futuri dei Grenouille?
Sicuramente chiudere questo dannato disco e vedere se qualcuno ce lo distribuisce in modo un po’ serio. Poi cercare di disintossicare il nostro chitarrista dalla dipendenza da effetti, portare la gente ai concerti, iscrivere il nostro bassista alla A.A., io sto ancora cercando di imparare a suonare e a cantare e stiamo anche cercando di far passare un cammello dalla cruna di un ago.
Andreste a Sanremo?
La canzone di Sanremo è un format, a noi diverte troppo sovvertire le regole.
