The band
Il nome della band richiama le origini del progetto: per noi il parco dell'Hotel Berna è il posto dove ci siamo incontrati e abbiamo cominciato a parlare di tutto ciò che avremmo voluto fare con la musica, e come risultato abbiamo "estratto dal cappello" un rock particolare, colorato ed elegante; senza tante pretese se non quelle di divertirsi divertendo e proporre qualcosa di raffinato nella sua semplice forma che per noi è arte.
Il genere
E' un rock variegato con contaminazioni e caratteristiche sperimentali che mettono in risalto influenze musicali in continua evoluzione:
espressioni delle varie individualità che trovano spazio all'interno della band. Non siamo affezionati a un genere e ci annoia da morire ripeterci. Il sapore sonoro della nostra musica viene spesso accostato alla psichedelia di Frank Zappa e all'inquietudine dei Mr. Bungle colorata con tinte jazz: la verità è che quando leggiamo tutte ste cose noi ci emozioniamo perchè siamo riusciti a generare qualcosa in chi ascolta.
Le nostre attività
Per quanto riguarda le nostre opere finora abbiamo dato alla luce tre CD, invece le attività della band fuori dalla sala prove sono concentrate sulla promozione della nostra musica partecipando a manifestazioni live, festival e contests: tutto ciò sempre corredato da una dose immancabile di divertimento che sta alla base delle nostre esibizioni; particolare questo che sembra finora non voler sfuggire al pubblico, ma tantomeno a giornali, radio o televisione. Hanno poi contribuito positivamente piazzamenti di rilievo, un'esibizione tenutasi in Bosnia e il fatto di aver aperto concerti di bands importanti come Meganoidi, Redhouse Blues e Moltheni.
L'autoproduzione vera
Con il passare del tempo, grazie all'esperienza acquisita e ad alcuni investimenti importanti, abbiamo scelto di gettare le fondamenta del nostro futuro musicale formando uno studio provvisto di tutte le strutture di qualità richieste per avere la possibilità di produrre le nostre opere e approfittare di tutti i benefici derivanti dal fatto di fare le cose con calma, competenza, autonomia e qualità.
Divertimento, passione e impegno: questi sono i fattori che hanno reso possibile tutta questa nostra avventura.
Dicono di noi...
"musica fresca, originale, avvincente, bizzarra ma soprattutto colorata" (il Giornale di Vicenza)
"non troppo scontati da essere confusi nella massa ma nemmeno originali per forza tanto da risultare fuori posto" (Movimenti Prog)
"musica elegante, ricercata, complessa" (Tam Tam)
"non se ne sentono molte di band così particolari" (Unprogged)
CURRICULUM
*2000*
Partecipazione a Th.Y.M. Concert e alla relativa compilation.
*2001*
Piazzamento di rilievo a “Musica a Rischio” e partecipazione ad “Adrenaline” e “Pria Festival”; Presentazione del primo DEMO “Movies for your ears”.
*2002*
Partecipazione alla manifestazione internazionale di Solidarietà “Europa oltre i confini” a Sarajevo;
3° classificati al “Musica a Rischio” presso il Centro Stabile di Cultura di S. Vito di Leguzzano;
1° classificati nella rassegna Vicenzanetmusic;
Vincitori del concorso “Coop for Music” con esibizioni finali al M.E.I. 2002 e al Container Club con la presenza della VJ Victoria Cabello, Freak Antoni (Skiantos) e vari media;
Registrazione di “Highly Flammable” da parte di Remo Righetti (Celentano, Zero, Antonacci), presentata al M.E.I. 2002, pubblicata e distribuita su Vitaminic, nei negozi e in allegato al mensile “Rockstar”.
*2003*
Uscita nella compilation “Vicenzanetmusic”, distribuita col quotidiano “Il Giornale di Vicenza”;
Uscita nella compilation Acqued8;
Piazzamenti di rilievo in “Coop for Music”, “Kryptonite Live” e “Rumorilla”;
Rockando 2003: apertura del concerto dei Meganoidi (presenti 4.000 persone);
Vittoria del festival “Castello Live” di Valdagno;
Uscita nella compilation “Musica & Solidarietà” distribuita per beneficenza in favore della fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica.
*2004*
Partecipazione alle finali di: Rock Contest di Controradio (selezionati fra 250 bands), tributo a George Michael (selezionati fra 260 bands) e tributo ispirato a Lazarus Ledd (selezionati fra 350 bands);
Partecipazione alle selezioni live di Arezzo Wave Veneto;
Uscita di “Surfjazz to the bloody Polynesia” nella compilation Underground Parade 2003 dopo la selezione nazionale;
Uscita nella compilation “Pensieri di guerra” con minitour promozionale e intervista a Radio RVA;
Uscita nella doppia compilation Arezzo Wave 2004;
Uscita e presentazione al M.E.I. della compilation “Vegetable Man Project vol. 3” nella quale i Bernapark partecipano col remake dell'omonima canzone di Syd Barrett che apre la compilation.
*2005*
Uscita nella compilation Underground Parade 2004 (zona triveneto);
Partecipazione alle selezioni live di Arezzo Wave 2005 e Pojan on the Rock;
Piazzamento di rilievo nella nona edizione dell’Omaggio a Demetrio Stratos;
2° e 3° posto al “Musica a Rischio” rispettivam. nella classifica generale e in quella del pubblico;
Uscita nella compilation “Musica & Solidarietà” distribuita per beneficenza in favore della fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica.
*2006*
Partecipazione alle FINALI delle selezioni live TRIVENETO per ROCK TARGATO ITALIA;
Primi classificati nella rassegna HARRIS CONTEST;
Partecipazione alla compilation PROTOOLERS con il remake del brano “US & THEM”;
Partecipazioni alle finali nazionali di Ambassadors of Rock, presso l’HARD ROCK CAFE’ di Roma;
Partecipazione alla compilation ROCK & CONTAMINAZIONI distribuita da SANARECORDS;
Concerto di supporto a MOLTHENI.
*2007*
Partecipazione alla FINALE REGIONALE di Arezzo Wave Veneto.
RECENSIONI
MARZO 2007 (www.unprogged.com)
"Elegante, folle e variegato.
Questo il dipinto sonoro dei Berna Park Hotel, realtà tutta italiana nata nel 2000, alle porte del nuovo millennio, in quel di Vicenza.
Non se ne sentono molte di band così particolari, così curiose nella loro proposta.
Visionari, bizzarri, esteti del suono, i Berna Park Hotel suonano un rock progressivo che ricorda a tratti band come i Mr. Bungle, caratterizzato a tratti da un'eleganza finissima, a tratti , a volte spinto in un'esplosione di colori verso una psichedelica ricerca degna dello Zappa più spericolato.
Tinte jazz e inquietudine, un onirico surf sulle coste polinesiane nella prima traccia del breve "A Wonderful Time (just forgot the hat)".Il secondo demo autoprodotto dalla band riesce in meno di 20 minuti a condensare uno ampio spettro di suggestioni, dall'allucinato incedere di "Surfjazz To The Bloody Polynesia", all'esotica delicatezza di "Sugarfill" fino alla psichedelica e inesorabile marcia di "Three Hundred Quarters".
Anche nella cover di "Digging In The Dirt" di Peter Gabriel, brano di chiusura, la band non effettua un semplice copia e incolla ma dona la sua visione musicale personalissima, la visione di una visionaria realtà come i Berna Park Hotel."
AGOSTO 2007 (www.gufetto.it)
"I vicentini Berna Park Hotel, attivi gia da qualche anno sulla scena musicale, sfornano “A Wonderful Time (Just Forgot the Hat)”, un Ep di quattro brani dedicato a tutti coloro che li hanno supportati negli ultimi anni.
Il genere proposto dai BPH è di difficile catalogazione. Come loro stessi lo definiscono è un “rock dalle caratteristiche sperimentali e d’avanguardia, spaziando fra vari generi e mettendo in risalto influenze musicali sempre nuove e diverse”.
Il risultato è un sound non di facile accesso, ma affascinante, stravagante e variopinto.
L’intro di “Surfjazz to the Bloody Polynesia” rimanda a suoni hawaiani, da Tonino Carotone ai Manu Chao, ma con l’azzardo (e forse l’incoscienza) che manca ai due artisti. In “Sugarfill” riecheggiano paradisi terrestri, cocco e spiagge sperdute in isole altrettanto sperdute. Ritmo caraibico e sperimentazione.
“Three Hundred Quarters” dall’intro lugubre ed elettronico, si trasforma in un motivo quieto e acido, con suoni distorti, risate trepidanti e transistor in bella mostra.
Chiude la cover di Peter Gabriel “Digging in the Dirt”, con un arrangiamento personalissimo che la rende completamente diversa dall’originale. Barbiturica al punto giusto.
Insomma, i BPH hanno classe da vendere. Interessante sarebbe un progetto più ampio, che possa mettere in luce la loro poliedricità. A wonderful band!"
AGOSTO 2007 (www.lascena.it)
"Scoppiettanti e sperimentali questi cinque ragazzi veneti seguono soltanto la linea della loro arte, piena di spunti, sia jazz sia "zappiani". Loro si autodefiniscono Avant-garde rock ed approviamo questa definizione poiché hanno veramente la voglia di provare nuove cose pur se i legami con il passato sono tantissimi, soprattutto con certo prog italiano dei '70: questo a volte rende il loro sound un pò pesante. Nel loro eclettismo, tuttavia, sono identificabili spunti di Le Loup Garou e degli Zzzz. Spesso tendono a mantenere una struttura funk jazzata nei loro brani con derive liquide della tastiera.
L'EP in questione contiene quattro brani, di cui una cover di Peter Gabriel, Digging in the dirt, riletta in chiave anni '80, considerando il pop sinfonico che la caratterizza."