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Maggio 2012 |
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| | Compleanni di oggi: jamie, rob, zigio, Luna, Sy_rocker, mjackson87, cbband |  |

| I nati di oggi:
1953 Rick Fenn (10CC)
1965 Simon Gilbert (Suede) Tiddington, Inghilterra |  |
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riccardo allione: voce e basso giorgio battistello: chitarra e voce marco mazzai: batteria
Bloodymary: un amorevole trio di ragazzoni berici che suona IL ROCK! Il sogno ha visto la luce nel 2001, in un’umida cantina. La band esordì presto con uno scalmanato e ruvido post-grunge, sulla scia di Nirvana e Silverchair. Da allora, loro sono lì, a migliorarsi e comporre nuovi brani. Negli anni, tra vari cambi di organico, la musica evolve, diventa più curata e profonda, in continua sperimentazione melodica. La band si diletta da sempre con cover che spaziano dai Verdena ai Muse, dai Q.O.T.S.A. ai Foo fighters... I loro brani raffinano heavy, rock e punk in una miscela psichedelica…sempre con un occhio alle proprie origini. Le canzoni (in italiano e inglese) parlano di amore, rabbia, paure, attraverso metafore, storielle e rivisitazioni epiche. Qualcuno deve dare la possibilità di evadere e sognare anche in questi tempi bui!
I Bloodymary (Giorgio, Riccardo e Marco) hanno all’attivo una trentina di live e due demo autoprodotti: Vanish (2004) e Kryzis (2005). Tra i vari concorsi: Ferrock4_student03, Kriptonite live003(Vi), Long Live R’n’R 2004(Quinto Vic.), VicenzaNetMusic04, Barbarano Rock 04, RockTargatoItalia05(Caldiero, Vr), Emergenza 2005 (Bassano), Zion contest(Li), Music Village 2005(Tn).
Recensioni di “Vanish”(gen.‘04) e “Kryzis”(lug.‘05) da Tam Tam de Il giornale di Vicenza:
« […] La musica dei Bloodymary viaggia anche verso il punk, mentre in altre tracce è più sperimentale o prettamente alternative. Ci sono brani che spiazzano per riferimenti più hard rock […] Tutti i brani del trio sorprendono per arrangiamento e parti vocali notevoli. » Stefano Rossi
« Ancora Bloodymary! […] Dopo l’apertura con Untold e Hypnerotomachia, in quasi perfetto stile Seattle, il terzo brano (Martino) sorprende per il giusto equilibrio fra alternative e melodia italiana. Anche questo album del trio è ricchissimo di sperimentazioni e ricerca, portate anche al limite […] Immaginate come avrebbero suonato i Nirvana a metà anni ’70… » Stefano Rossi
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