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Woven Hand (USA)
Anno di formazione: 2002 Provenienza: (USA)
“Il modo di David è ciò che marchia a fuoco entrambi i progetti, l'aver forgiato da una lingua antica una personalità musicale che, per caso o per disegno, sembra adattarsi perfettamente a cantare i tempi d'oggi.” Blow up
Uno dei più grandi cantautori americani di sempre arriva a Padova con la sua band, portando il suo genere folk/alternative country. David Eugene Edwards è un artista che proviene da un tempo lontano e antico, quando la musica ancora era concepita come un’arte sacra. E’ lui il leader degli WOVEN HAND, enigmatico e visionario, mai stanco di suonare passioni, emozioni fuori dallo spazio e dal tempo, smarrimenti dai tempi dei 16 Horsepower. Un cantautore leggendario, che da bambino attraversava il Colorado seguendo il nonno predicatore. Scoperta in giovane età la musica, punk rock e new wave in particolare, ha continuato a cercare una sfumatura religiosa nei suoi album. E nei suoi indimenticabili progetti musicali, diventati poi band effettive.
Woven Hand significa infatti mani giunte. Il progetto nasce nel 2002, quando i 16 Horsepower si trovano in un momento di stasi, per poi svilupparsi in cinque album che hanno rafforzato il culto intorno alla figura di Edwards, capace ancora una volta di creare un proprio originale linguaggio, coerente e per nulla scontato. Uno dei primi a far comparire strumenti folk nei concerti moderni. Johnny Cash confuso con il primo Nick Cave e nel tormento interiore dei Gun Club, questi erano i 16 Horsepower, unici e personali nell'aver saputo riattualizzare la tradizione country folk-rock. A partire dal primo album Sackcloth & Ashes del lontano 1996.
Nei Woven Hand la potenza visionaria e l’immaginario non cambiano, l’America rurale popolata da incubi e leggende, da storie di perdita, di ricerca, di smarrimento, d’angoscia. Ma qui la musica diventa più sontuosa e rarefatta, un sentimento d’apocalisse imminente, che arriva a toccare musiche sacre, atmosfere orientali e melodie medioevali. Sono album che vantano collaborazioni prestigiose, come ad esempio la chitarra di Stephen Taylor e Daniel McMahon al piano e all’organo. Ritornano i classici americani. Nascono nuovi classici americani. Soul, gospel, musiche dei nativi americani, folk gotico americano. Il tutto fuso in una combinazione originale dal leader. Cupo e affascinante. Malinconico e ancestrale. Spirituale e teatrale. Mistico e poetico.
Discografia: Woven Hand (2002) Blush Music (2003) Blush (Original Score) (2003) Consider the Birds (2004) Mosaic (2006) Puur (2006) Ten Stones (2008)
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