genere musicale fROlCKs (!)
A 6 anni inizia a suonare l'armonica a bocca e a 10 il padre gli regala la prima chitarra, inizia a scrivere la prime canzoni nel 1978, all'età di 16 anni. A 18 anni inizia a frequentare circoli filologici locali e, a Bassano del Grappa, conosce e frequenta il poeta scomparso Gino Pistorello, “Pisto” per gli amici, con il quale inizia un interscambio di idee linguistiche e culturali, di cui conserva scritti e poesie. Prende coscienza che il Veneto è una lingua di trasferimento e di appartenenza.
Inizia a scrivere la prime canzoni in coiné veneta. Collabora con vari gruppi musicali locali. nei sotterranei e nelle cantine nascono le prime armonie, le prime canzoni. Significativi sono gli album “Camicia Verde” (1996), “Sempre Avanti” (1998) ed “Eclissi” (2000), che rimangono comunque album di forte contestazione e antisistema, quindi scomodi e, per questo motivo, distribuiti solo attraverso canali non tradizionali e “censurati” dal sistema mediatico. Nonostante ciò, Borsato riesce comunque a destare l'attenzione degli addetti ai lavori.
Nel 1999 inizia il suo primo tour musicale che lo porta nelle principali città del nord Italia, 15 città che accolgono calorosamente il cantautore e la sua “Wallace band”. da questo tour nasce l'album “Live Tour 1999”, 500 copie limitate e dedicate ai supporters.
Nel 2001 l'incontro con il compositore ed arrangiatore Nicola Albano, direttore del Daigo Recording Studio di Padova, con il quale nasce subito un rapporto di amicizia e di collaborazione artistica importante. Da questo incontro, complice l'amico Fermino Dal Canton, nasce da lì a poco una nuova casa di produzione musicale indipendente, Daigo Music Italia srl, con la quale i 3 daranno vita al primo grande progetto discografico "La strada bianca". La scelta dei musicisti ricade su nomi di maggior prestigio nazionale ed internazionale quali Andrea Braido e Massimo Varini, alle chitarre, Davide Ragazzoni alla batteria, Stefano Olivato al basso.
Nel 2003 Sony Music Italia, ascoltato l'album, avvicina l'artista e decide di distribuirlo in tutta Italia e all'estero con un contratto in esclusiva, tramite anche i più prestigiosi portali internet in Germania, Svizzera, Francia, Stati Uniti, etc. L'album, che desta molto interesse anche da parte della stampa internazionale, viene recensito tra l'altro su America Oggi, il più importante quotidiano americano dedicato agli italiani all'estero, oltre che su varie testate nazionali. Su RAI 2, nel settembre 2004, è stato ospite al Follia Rotolante Tour, nella tappa di Lido degli Estensi. Il primo singolo dell'album "La strada bianca" viene programmato da numerose emittenti radiofoniche italiane.
Nel novembre 2006 è uscito il suo secondo CD, “OCCHI DI LUPO” (Daigo/Run indie/Deltadischi), un lavoro che è l’apoteosi delle storie minime, del vissuto quotidiano a cavallo tra il serio e il faceto, tra il bene e il male.
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SERGIO BORSATO “OCCHI DI LUPO”
“Occhi di lupo” è il secondo album del cantautore veneto (ma nato in Svizzera) SERGIO BORSATO ed arriva a due anni di distanza dal predecessore “La Strada Bianca” [SonyMusic].
Il cantautore residente in Veneto dall’infanzia ha strutturato un percorso di ricerca e trasformazione raccontando storie di anormalità e fantasia nel linguaggio quotidiano consueto. “Occhi di lupo” è l’apoteosi delle storie minime, del vissuto quotidiano a cavallo tra il serio e faceto, tra il bene e il male. Le due facce della medaglia viste attraverso occhi di un dio bifronte tratto dalla tradizione celtico-babilonese. Storie inusuali condensate nella quotidianità del bene/male, del bianco/nero, della vita/morte.
Ecco allora nascere canzoni come “Il Re degli orchi” apologia di un uomo semplice di villaggio: una sorta di “Shrek” dove Sergio usa in alcune parti il marchio di fabbrica e cioè la coinè locale Veneta. In “occhi di lupo”, la canzone che dà il titolo all’album, si evince l’apoteosi trasversale tra uomo e lupo che si fondono in un'unica parola “fedeltà”. In “Gira” c’è la sintesi del continuo divenire in questa giostra che è la vita, mentre in “Figli di una luna storta” Sergio crea un grande spazio e dà voce ai figli dell’altra parte, agli emarginati che quotidianamente lottano contro l’isolamento e il silenzio; e lo fa in maniera dirompente con un brano che fa ricordare le ballads del grande rock per la sonorità e l’interpretazione prestata.
Sono sicuramente i testi il punto forte di Sergio, mai banali e sempre pronti a dipingere o raccontare con il colore delle parole (“Colorerai il mio mondo”). Ma ache il tessuto sonoro vuole portare un’innovazione all’insegna del passato. Ecco nascere allora un nuovo genere che lui stesso ha coniato con il termine “Frolcks” o “Italian Frolcks”(un misto tra folk, rock e blues), che si distingue grazie alle musiche che flirtano con ritmiche vintage, chitarre “grosse dalle sonorità internazionali” e una voce caratteristica. “Occhi di Lupo” si
presenta nel complesso un album che vuole portare l’italianità nelle sue sfaccettature più caratteristiche verso un mercato nazionale ed internazionale.
A tal proposito è da ricordare che il precendente album è stato distribuito, recensito ed apprezzato da testate giornalistiche americane, giapponesi, olandesi e tedesche a dimostrazione di come gli altri paesi apprezzino un progetto di valorizzazione delle lingue del territorio.
Al disco ha collaborato Massimo Bubola nelle vesti di prezioso suggeritore e inserendo in 2 canzoni dell’album il sound cristallino ed inconfondibile del violinista Michele Gazich.
Gli altri musicisti coinvolti nel disco sono:
Nicola Albano - Co-arrangiamento, Keyboard ; Marco Fanton - Chitarra acustica, chitarra elettrica ; Graziano Colella - Batteria, Percussioni ; Giorgio Pellegrini - Basso Elettrico.
BACK VOCALS (Daigo Gospel Choir)
Cristiana Lirussi - Co-arrangiamento cori ; Marco Gioia ; Francesco Castellana ; Massimo “macy” Danieli.