JOLAURLO è voglia di gridare ma, anche, di incantare
JOLAURLO esplora contraddizioni, ambiguità e contaminazioni
JOLAURLIO mischia punk-rock e reggae-ska
JOLAURLO contagia il pubblico con un sapiente innesto di musica, parola, immagine, energia
JOLAURLO è Pulp Rock !
La vittoria, nel 2000, al concorso "Pagella Rock", proietta gli Jolaurlo per la prima volta fuori dai confini della Puglia: la band va ad aprire il concerto dei Prozac+ a Milano. La fantastica risposta del pubblico è determinante nello spingere i musicisti a fare sul serio e a scegliere la musica come obiettivo futuro. Si moltiplicano le occasioni per farsi sentire, i ragazzi sono ad Arezzo Wave, a Bari Ground e, ancora, a Pagella Rock.
Fra jack poco funzionanti e amplificatori usurati, ma con l’entusiasmo a mille, gli Jolaurlo arrivano a fare in un anno quasi… 170 date, maturando la certezza di essere un gruppo fondamentalmente live.
Dopo “Enjoy it!” – demo di 4 tracce, incise dal vivo nel 2000, si fa sempre più forte il desiderio di un cd che conservi l’atmosfera dei concerti, ma che aggiunga cura nei suoni e negli arrangiamenti.
Nel 2003 gli Jolaurlo aprono i concerti dei 24 Grana e degli Articolo 31 a Marina di Camerorta (SA).
Stringono contatti con i Bisca di Napoli, nasce una collaborazione: Vinci Acunto, tastierista-arrangiatore dei Bisca, decide di occuparsi della direzione artistica del disco in cantiere.
“D’Istanti” viene pubblicato nel 2005 dall’etichetta indipendente Tube-Records ( per la stessa incidono Bambole di Pezza, Klasse Kriminale, PornoRiviste, The Jains …) che nota il gruppo grazie alla vittoria in occasione del “Music Village”, il contest promosso dalla Event Sound Promotion.
L’album introduce cenni di elettronica; sono questi a rendere, ora, variegata la “tavolozza” di contaminazione che distingue quello che ormai sembra essere il”genere” di suono abbracciato dalla band: il Pulp Rock.
Dirsi “pulp”, per gli Jolaurlo, significa già codificare l’unica strada possibile da percorrere: il mix, il melting-pot, la contaminazione, accanto all’accettazione della l’impossibilità teorica, ma anche artistica, di produrre qualcosa di assolutamente originale.
Così, la proposta, fatta di incursioni nel dub-elettronico e di grintose spruzzate punk’n’roll, si specchia nelle sperimentazioni anni '80 condotte da Ozric tentacles, Madness, Police, Manonegra ("Patchanka”) e “rimaneggiate”, da noi (negli anni '90 ) da Ustmamò, 99 Posse, CSI e Le Loup Garou.
Pulp Rock diventa allora inter-azione di linguaggi diversi: ne belli né brutti, né buoni né cattivi, né alti e né bassi, con gli Jolaurlo ( vecchi e nuovi, nel contempo) a figurare la convivenza (possibile?) degli estremi.
I testi, tutti di Marzia Stano, pur non trascurando il puro gusto della parola come suono, non rinunciano mai a comunicare; da qui anche la scelta di cantare in italiano. Ruotando attorno a tematiche personali e affrontando problemi reali, le canzoni degli Jolaurlo parlano, con uguale efficacia, alla mente e al cuore; con l’ironia a vigilare su ogni passo.
Il singolo “Ansiolitici”, accompagnato dal relativo video, entra nelle play-list dei principali canali musicali.
2006: la vittoria alle selezioni regionale di Arezzo Wave; il “Meeting del Mare” a Salerno e l’esibizione accanto ad artisti del calibro di Franco Battiato o Linea 77; le fasi finali per il concorso legato al “Concerto del Primo Maggio”; il palco di “Neapolis” diviso con Iggy pop, Santana e Robert Plant; la finale per “Sziget Festival” ( Ungheria), uno dei più importanti appuntamenti europei in assoluto.