Le strade dei 4 Schusters si incrociano nell'autunno del 2005 mentre l'esordio della band è datato estate 2006.
All'interno della gruppo nasce fin da subito un naturale accordo su arrangiamenti minimali e diretti costruiti su due chitarre (Eleonora e Daniela), batteria (Matteo) e linee vocali (Lisa) alla ricerca di melodie semplici ed efficaci, suoni grezzi ed irrequieti, riff ammiccanti, sonorità potenti. Il risultato conferisce alla band una personalità ben definita, asciutti e diretti quanto generosi ed energici sul palco.
Nel marzo 2007 Sarah Schuster pubblica il suo primo EP dal titolo "(Thus Spoke) Sarah Schuster" registrato in presa diretta al *Groova Recording Lab* di Breganze (Vi) da Matteobass. Il cd contiene 4 pezzi originali scelti tra quelli che la band propone live e si apre con "The head and the voice", seguito da "Hate the sleepers" e "Do you remember?" per chiudersi con il garage-tango-rock'n'roll scanzonato di "Let's dance". Il demo è rappresentativo di quello che i fans hanno imparato ad apprezzare nelle esibizioni dal vivo. A partire dal debutto nell'estate 2006, numerose sono state infatti le date in rassegne locali e non, anche in sessioni acustiche.
Tra i risultati del primo anno di attività: Primi classificati a Musica a Rischio 2007 contest-rassegna del CSC di S. Vito di Leguzzano; Finalisti al concorso PlayOff di Vicenza Live 2007; Finalisti al contest Rana Music Event di S.Lucia di Piave 2007.
Non fa “musica gggiovane” e non è un gruppo emergente.
Il rock non è cosa solo per ventenni. Per chi avesse ancora dei dubbi in merito, gli Schusters sono una testimonianza di come sia possibile, anche in un Paese come il nostro, fare musica con lo stesso entusiasmo e genuinità di sempre, ma con in più una maggiore consapevolezza dei propri mezzi e la capacità di svincolarsi dalle spinte modaiole.
Per questo l’esordio di Sarah Schuster è un cd autoprodotto che sintetizza il percorso fatto dalla band nei primi 3 anni di vita: una scommessa fatta contando solo sulle proprie forze, senza la spinta e il supporto di etichette discografiche, ma ben inserita nel fertile territorio della scena veneta e fortemente richiesta e sostenuta da chi questa scena segue quotidianamente.
Non a caso questo progetto nato intorno allo storico CSC (centro stabile di cultura) a Schio, in provincia di Vicenza, nell'autunno del 2005, è stato in grado di raccogliere la disponibilità di un’icona della musica indipendente come Amy Denio (Tone Dogs, Tip tons Sax Quartet, Pale Nudes, Ronin, ecc), ospite con sax contralto e fisarmonica rispettivamente in “Music beyond me” e “Tarà tarà”.
Il quadro dei riferimenti comuni a molti coetanei di Sarah Schuster è solo in apparenza schizofrenico, si muove tra P.J.Harvey, Nick Cave, Johnny Cash, Tom Waits, Bob Dylan, Robert Johnson, The Ex, Neil Young, Einsturzende Neubauten, The Cure, The police, Sleater Kinney, Yeah yeah yeahs!, Elastica, Depeche Mode.
IL DISCO
Rain From Mars, in uscita il 9 giugno, segue l’EP (Thus spoke) Sarah Schuster (Così parlò Sarah Schuster) uscito nel 2007 che comprendeva 4 pezzi in cui la band aveva già dato un assaggio di quello che stava preparando.
All'interno del gruppo nasce da subito un naturale accordo su arrangiamenti minimali, costruiti su due chitarre (Eleonora e Daniela), batteria (Matteo) e linee vocali (Lisa), alla ricerca di suoni irrequieti e grezzi.
Nelle canzoni di Rain From Mars si intrecciano registri blues con arrangiamenti post rock, canzoni folk con dissonanze indie ma alla fine quello che emerge è lo stile compositivo, capace di essere immediato senza scadere nella banalità e di entrare in testa per rimanerci.
La mancanza del basso destabilizza lo schema classico della canzone rock e spinge a trovare nuovi percorsi ritmici ed arrangiamenti essenziali, che possono essere potenti e vorticosi come in More o passare a registri più intimi come Tarà Tarà o Riverbank.
Le linee vocali agiscono un ruolo primario in questo quadro, facendo emergere un gioco continuo di contrasti e richiami tra la voce incisiva e piena di Lisa Albanese e quella più morbida e intensa di Daniela Dal Zotto, che oltre a portare nel gruppo la sua vena compositiva, lascia un segno importante nelle sonorità vocali dei pezzi.
Rain From Mars è stato registrato in analogico, in presa diretta, e mixato da David Lenci al Red House Recording Studio di Senigallia. Masterizzato da Bob Weston (Shellac) – Chicago Mastering Service (Chicago, IL – USA)