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| 28 Dec 2006 09:00:00 am |
Strategie oblique (part.3) |
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- In che rapporto stanno analogico/poche possibilità e digitale/infinite possibilità?
È un problema avere a disposizione così tante possibilità da non poterle più contare… diventa noioso per chi compone.
- I Kraftwerk si vantavano di conoscere tutte le macchine analogiche del periodo e di sapere tutti i trucchi per sfruttarle al meglio…
Certo, il bello di quell’epoca era che, a fronte di poche scelte possibili, finivi per sfruttarle al meglio. Anche la tecnica glitch va in questa direzione: si basa su dei trucchi e spesso questi stratagemmi riguardano il mandare in tilt la macchina. Ti racconto un aneddoto curioso: ai tempi di Hotel Paral.lel avevo trovato il modo di mandare in crash il mio sampler, l’avevo “rotto” ed emetteva dei suoni veramente assurdi. Tecnicamente non riusciva a trovare i dati salvati in memoria per cui emetteva queste bizzarrie, i glitch appunto […] in seguito ho trovato il modo di mandare la macchina in crash con dei settaggi particolari.
- Il suono elettronico stimola molti ragionamenti estetici e filosofici. Fripp per esempio aveva giustificato in modo molto puntuale i suoi frippertronics…
Mi interessa molto la tecnologia e mi sento ancora in una curva di apprendimento; tengo sempre la mente aperta a nuove opportunità e forse per questo non mi appartiene quel modo (estetico/filosofico ndr.) di trattare la musica. Dunque non ho una filosofia, il mio è più un comportamento, un mood, che cambia a seconda di ciò che scopro…
- Utilizzi anche synth analogici tipo il moog?
No, non uso sintetizzatori di quel tipo; sul Mac è quasi tutto digitale […] comunque mi piacerebbe molto avere un synth moog, adorerei averne uno di quelli nuovi, costa 5000 o 6000 euro mi pare.
[ http://www.sentireascoltare.com/CriticaMusicale/Monografie/fennesz.htm ]
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In questa intervista rilasciata da Christian Fennesz ritrovo tanti temi che mi stanno a cuore e che ho cercato di concatenare il più obliquamente possibile nei due articoli precedenti. Tipo? Tipo:
La noia, cioè la grande paura, assieme all’improduttività, di chi compone…
Il paradossale rapporto con le macchine: che vengono appositamente mandate in crash, sfatandone contemporaneamente mito e culto…
La necessaria incoerenza dei comportamenti di chi cambia la propria musica a seconda di ciò che cambia attorno a lui!
Il mood, il modo di fare, il comportamento appunto, lo stile, o il “genere musicale” se volete, indifferente alle estetiche o filosofie (argomentazioni, dimostrazioni, logiche contro-logiche e affini) che riempiono la bocca di chi non “sa fare” perché non “sa cosa fare”, al lunedì sera come di fronte al proprio strumento.
Il rischio di perdersi di fronte alle nuove possibilità offerte dalla tecnologia.
Non per questo la scelta “facile” di rifiutarle perché è più semplice farne a meno, pratica consolatoria, indifferenza che poi diventa critica nei confronti di chi invece riesce, o prova, a fare qualcosa che con la “musica seria” allora non c’entra più… è altro, è serie B.
Infine l’ironia, tanta ironia, di chi il moog non lo usa perché un plug-in è lo stesso (s’incazzeranno gli amanti del “vintage”?) … però dai, se lo comprerebbe volentieri, magari cercando su e-bay di risparmiare qualcosa…
E, non contento, sono andato pure a sentirlo Christian Fennesz, assieme ad un manipolo di super amici coraggiosi, qualche lunedì fa in quel di Venezia, al Teatro Fondamenta Nuove; caspita a volte mi stupisco di come le cose cadano “a fagiolo”, tutto sommato basta cercarle e loro arrivano, in realtà sono sempre là, nonostante il calendario degli appuntamenti musicali della settimana. Che dire? Rumori, rumori, improvvisazione, dischi rotti, ruote dentate, chitarre scordate, un gran nervoso, non si capiva niente, alcuni amici (forse gli unici ad aver realmente e liberamente inteso l’inospitalità di quel luogo) se ne vanno. Io stesso annaspo lì tra gli intellettuali con le toppe ai gomiti: loro sono di sinistra e quindi predicano il “fàmolo strano”, l’alternativo, ma io che c’entro? A me ‘sta roba “dovrebbe” fare abbastanza schifo! In una parola: D-I-S-A-G-I-O. Però resto.
«La miglior motivazione per affrontare la Bigness è quella offerta a suo tempo dagli scalatori del Monte Everest: “perché è là”»
Rem Koolhaas, Junkspace, Quodlibet, 2006.
[ http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=504&c=UFVNX5FKQZGHD ]
Insomma questa musica era là e io pure e tanto bastava! Siediti, stai buono, mi sono detto, ascolta, non sarà peggio di un qualunque telegiornale che racconta la guerra di turno, la madre di turno che uccide il neonato di turno; non sarà peggio di Studio Aperto, no non c’è niente peggio di Studio Aperto! E che dire della mezzora di traffico che, ogni giorno, mattina e sera, da casa mi porta al lavoro? Tengo a precisare che è il traffico che mi porta!, altrimenti non so dove andrei con 100 cavalli sotto il culo… cazzo, fermarsi dopo solo mezzora sarebbe da idioti! No, non sarà peggio neppure di quello! Non sarà peggio della nuova tangenziale che serve la nuova zona industriale che serve alla nuova classe industriale per fare finanza (non più industria purtroppo). E via così, pensieri del genere… Eh sì sto proprio perdendo tempo! Ma quanto dura, quando finisce ‘sto strazio? Tempo, il tempo, il tempo prego? Un’ora! Che è una su ventiquattro, su trenta, su dodici, su quaranta e poi boh?! Ok, ne ho abbastanza, via: Kebap palestinese dal primo “kebabbaro” di Venezia, birra, cicca, autobus fino a Mestre, parcheggio multipiano (macchina a piano terra per fortuna), autostrada, garage, letto. Salvo. Il giorno dopo è martedì: ore 12.30, Italia1, Studio Aperto…
FL.SW
(3-fine)
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«L’arte deve essere parte della vita quotidiana, altrimenti non vale la pena parlarne»
Bill Viola
[ http://www.wikiartpedia.org/index.php?title=Viola_Bill ]
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Categorie : Musica e Riflessioni
| Inviato da : mrkeyb | Commenti[96] |
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| 15 Dec 2006 04:00:00 pm |
Metal Bignami (pt3): genesi della N.W.O.B.H.M. in 5 minuti |
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C’è un mito da sfatare, si sente spesso parlare dell’astio dei metallari per il punk. La credenza che quest’odio sia insito nella nascita dei due diversi stili è una leggenda metropolitana: il punk, nato un po’ prima, lo si avverte abbastanza chiaramente in Iron Maiden (l’album) ma è altrettanto chiaro il divario tecnico e il potenziale espresso. Insomma, parliamoci chiaro, la classe dei cinque capelloni brillava già come il sole! No no: brillava già come l’acciaio!
(L’influenza ...
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Categorie : Musica e Riflessioni
| Inviato da : bastian | Commenti[208] |
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| 07 Dec 2006 09:00:00 am |
Metal Bignami (pt 2): genesi della N.W.O.B.H.M. in 5 minuti |
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Mettiamo un po’ d’ordine: Blackmore lascia i Deep che si sciolgono e si inserisce, anzi, si impadronisce degli Elf di R.J.Dio a mio avviso Il Cantante dopo, naturalmente, Freddy.
Per dovere di cronaca gli Elf sono da citare e Ronnie James Dio è un motivo abbondantemente sufficiente: un cantante che ha vissuto tutto il Rock e con tutto intendo dire tutto. Già alla fine degli anni '50 ( primi '60) cantava e suonava il rock’n roll di Elvis (con i Dio And The Prophets), ...
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Categorie : Musica e Riflessioni
| Inviato da : bastian | Commenti[227] |
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| 05 Dec 2006 09:00:00 am |
Metal Bignami (pt1): genesi della N.W.O.B.H.M in 5 minuti |
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Per poter spiegare la genesi di questo genere piuttosto misconosciuto e intriso di pregiudizi, è necessario seguire a ritroso le radici della musica anglo-americana “da pub” e “sobborghi” fino agli anni della contestazione. Il 1967 costituisce la rampa di lancio per delle vere e proprie rivoluzioni “rock” in generale (non che non ce ne fossero state anche prima, anzi, ma così non terminerei più!), l’humus da cui nasceranno le colonne portanti e le icone del genere.
Da oltreoceano ...
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Categorie : Musica e Riflessioni
| Inviato da : bastian | Commenti[155] |
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