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![]() ![]() Articoli Articoli / il Backstage / ilBackStage degli STADIO (intervista a Gaetano Curreri)Lunedì 9 Febbraio 2004 ilBackStage degli STADIO (intervista a Gaetano Curreri)Il testo completo della lunga intervista rilasciata in esclusiva per vL da Gaetano Curreri degli STADIO in occasione del loro concerto del 9 febbraio 2004 a Schio!!!ilBackstage degli STADIO Testo e intervista di Steve Vitella.Lunedì 09 febbraio 2004 si è tenuto al Teatro Astra di Schio il concerto degli Stadio, tappa dello STORIE E GEOGRAFIE TOUR. Ho deciso di seguire l’evento in prima persona in quanto penso che gli Stadio rappresentino una pagina molto significativa all’interno del panorama musicale italiano. Nel 1979 gli Stadio sono la band che accompagna Lucio Dalla e Francesco de Gregori nel "Banana Republic Tour"; sempre con Dalla prendono parte alla tournee americana che dà origine all’album live "DallAmeriCaruso". Parallelamente alla loro produzione discografica collaborano ai testi e agli arrangiamenti di molti artisti come Vasco Rossi, Ron e Antonello Venditti. Producono inoltre il primo album di Luca Carboni "E intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film", firmando per lui il brano “Fragole buone buone”. La musica degli Stadio viene utilizzata come colonna sonora in molti film di Carlo Verdone (Borotalco, Acqua e Sapone, ecc…). Ottengono un grande successo del 1991 con l’album disco d’oro "Siamo tutti elefanti inventati" contenente il pezzo "Generazione di fenomeni" e nel 1992 con "Stabiliamo un contatto". Credo che la raccolta "Storie e Geografie" renda perfettamente l’idea dello spessore artistico e delle capacità di questo gruppo che non puo’ passare inosservato agli appassionati di buona musica. E gli Stadio, di buona musica, ne hanno vissuta e raccontata parecchia. Sono circa le 20.00 e, mentre l’atrio del Teatro Astra comincia a riempirsi di gente, il loro Manager ci accompagna nel camerino. Gaetano Curreri sembra molto rilassato e si dimostra subito cordiale e disponibile. Quando si intervista un artista si teme sempre di porre domande troppo banali e di non riuscire a coinvolgerlo in una conversazione piacevole e interessante. Invece Gaetano è simpatico, gli piace parlare, raccontarsi, e spesso non riesco a finire di formulare le domande che lui già comincia a rispondere con grande verve!!! STEVE: Gli Stadio sono fondamentalmente ottimi musicisti, agli inizi suonavate con Dalla, De Gregori.. GAETANO: All’inizio noi vestivamo di musica le canzoni di Lucio Dalla, lavoravamo sotto la sua direzione al servizio della musica. La grande idea di Lucio è stata quella di dare molto spazio ai musicisti che coloravano e riempivano di musica la canzone d’autore che prima di allora risultava molto più scarna dal punto di vista strumentale. La canzone d’autore che negli anni 70 aveva una struttura musicale molto legata al binomio voce-chitarra, grazie a queste innovazioni assumeva più spessore nella forma espressiva, negli arrangiamenti e nel ritmo. S: Poi, un giorno Dalla ti ha detto che potevi provare a cantare qualche canzone.. G: Lucio mi ha proprio incitato, mi ha incoraggiato a cantare! S: E tu pensavi di essere in grado di vestire i panni del Front-Man? G: Assolutamente no, ero conscio del fatto che sapevo scrivere canzoni, ma non mi ci vedevo proprio come cantante. Negli anni ottanta contavano molto l’immagine, l’apparire, il look ed io, non proprio adonico, brutto, con le occhiaie, bè non pensavo proprio di essere il "tipo". S: Non buttarti via così..(..risate..) Come ti senti adesso che gli Stadio sono diventati un gruppo famoso, con una propria identità e un buon successo discografico? G: Mi sento bene!!!! Mi sento come un uomo che vede realizzato un suo progetto, un suo sogno! S: Gli Stadio curano molto gli arrangiamenti nei brani, valorizzando ogni singolo strumento all’interno della Band. Non ti sembra che nelle canzoni che ascoltiamo alla radio si tenda invece ad enfatizzare la voce e l’immagine del cantante, dando poco spazio ai musicisti e alla musica stessa? G: Mah, secondo me c’è della buona musica in giro, nell’aria si respira tanta voglia di novità. C’è parecchia gente che ascolta musica particolare, di nicchia... Purtroppo nelle radio ci sono delle playlist blindate, per sfondare devi veramente sputare sangue, devi essere una novità, possedere un’originalità che colpisca in pieno il pubblico radiofonico, come Caparezza ad esempio... S: Abbiamo proprio bisogno di tutti i musicisti stranieri che vengono a suonare nei dischi degli artisti Italiani? G: Assolutamente no! S: Io, in un contesto musicale italiano, preferirei Giovanni Pezzoli (batterista degli Sadio) a tanti batteristi americani: drumming solido, grande precisione. G: Anch’io preferisco Pezzoli!!!!!!! S: ..e come mai nei dischi di Vasco vediamo suonare gente come Vinnie Colaiuta (batteria) e Stef Burns (chitarre)? G: Ah, aspetta, questo è un discorso molto diverso. La musica di Vasco Rossi ha assunto, negli ultimi dieci anni, una fisionomia musicale internazionale. Quando musicisti come Colaiuta e Burns suonano con Vasco, non fanno una "marchetta", ma si sentono perfettamente a loro agio, pienamente inseriti nel contesto musicale. S: Quindi pensi che in questo caso i session-men stranieri si inquadrino con i progetti discografici di Vasco? G: Certamente, si tratta di una pura e semplice esigenza di Rock! Vedi, il problema di Vasco è che scrive e canta in italiano. Quando i musicisti americani leggono i testi tradotti di Vasco restano a bocca aperta...Vasco riesce a scrivere frasi di tale intensità da far invidia a gente come Springsteen! Sai, se Vasco cantasse in inglese, quante Rockstar americane si sarebbe già mangiato?! S: A proposito di americani, non avete voglia di tornare a suonare in America? G: Certo, e ci torneremo a breve. In Sud-America per la precisione, parteciperemo ad alcuni festival sudamericani. S: Un nuovo live? G: No, per il momento pensiamo solo a suonare, poi vediamo quello che succede! S: Sulla copertina dell’ultimo album ci siete voi mentre viaggiate in auto, che CD state ascoltando? G: Beh, ognuno ha gusti musicali diversi...io in questo periodo sto ascoltando molto "The best of R.E.M.", il cantante Michael Stype è veramente eccezionale, ha una capacità straordinaria nello scrivere musica…soprattutto testi intelligenti…..ma comunque penso che un CD dei Beatles avrebbe messo tutti d'accordo!!! S: Avete scritto tante canzoni d’amore e spesso capita all’ascoltatore di identificarsi nelle vostre canzoni.. G: Noi cantiamo le emozioni. Il cantautore racconta i sentimenti, ma è come una specie di veggente, legge i fondi del caffè!!!! Le canzoni non raccontano solo quello che abbiamo già vissuto, ma a volte quello che dobbiamo ancora vivere, e che può capitare a ciascuno di noi. S: In molte canzoni parli delle donne……Come sono le donne? G: Ehhh..(lunga risata!!) ...non lo sapremo mai!!!! Quando capiremo come sono smetteremo di fare musica! Le donne sono una fonte inesauribile di musica!!!!!! Purtroppo il nostro tempo a disposizione sta per scadere, ci piacerebbe chiacchierare ancora un po’ con Gaetano, ma preferiamo congedarci e non affaticare ulteriormente le sue corde vocali. Ricambiamo la sua calorosa stretta di mano e gli auguriamo una buona serata. Siamo pronti per tuffarci in due ore e mezza di musica, 25 anni di grandi successi. Ore 21, passate, salgono sul palco assieme a Gaetano Curreri (voce e tastiere) l’inseparabile storico batterista Giovanni Pezzoli, il chitarrista Andrea Fornili, che prende il posto del mitico Ricky Portera nel 1991 e il bassista Roberto Drovandi. Sono degne di nota le coloratissime sfumature musicali di Fabrizio Foschini alle tastiere e di Maurizio Piancastelli alla tromba, flicorno, percussioni e tastiere. Ascoltando questa Band il tempo scorre velocemente, i successi si susseguono uno dopo l’altro, una scenografia essenziale di luci soffuse fa da sfondo alla musica, vera protagonista della serata. Si parte con "Canzoni alla Radio", buio completo, Gaetano comincia a cantare da fondo sala, raggiunge il palco camminando tra la gente. Seguono "Ciao a te", "Ti mando un bacio", "Tra cielo e mare". Notevole la precisione e il groove della Band mentre la voce e la gestualità di Curreri coinvolgono il pubblico attento ed emozionato in un..."Volo d’amore" che sfuma con un bellissimo assolo di flicorno. Si riparte alla grande con "Banana Republic", gran bel tiro!!! Seguono "Dammi cinque minuti" e dopo un drum-solo di Pezzoli si passa a "La faccia delle donne", mentre scorrono sugli schermi alcune immagini del buon Vasco Rossi. Prima di dare il via ad un particolare set acustico che comprende "Lo zaino", "Muoio un pò" e "Ballando al buio", che scatena una standing ovation spontanea di emozione, Gaetano trova il tempo per scambiare due parole col pubblico.. "stiamo vivendo una lunga notte, dobbiamo difenderci da tante cose, bugiardi, terroristi, talpe, grandi fratelli e isole più o meno famose, ma dobbiamo tener duro, siamo sicuri che passerà...” Dopo un’intro di pianoforte segue la splendida "Bella più che mai" caratterizzata da uno struggente assolo di chitarra finale. Non possono mancare "Acqua e Sapone", con una maestosa parte di Sinth e la canzone manifesto "Chiedi chi erano i Beatles". Si prosegue con una mini-serie di brani scritti per altri artisti; canzoni come "E dimmi che non vuoi morire" e "Rewind", eseguite solamente da voce accompagnata dal pianoforte, assumono sfumature diverse e inaspettate. Il concerto termina con "Generazione di fenomeni" e "Stabiliamo un contatto". Si perdono così, tra le voci del pubblico che esce dall’Astra, suoni, colori, parole...troppe le emozioni da raccontare in poche righe...meglio andare a vedere gli Stadio dal vivo, ne vale la pena!!! Testo di Steve Vitella (mail), batterista del gruppo the Wheels. Ci teniamo a ringraziare per la grande disponibilità Massimo Capraro della Scoppio Spettacoli, Martino De Rubeis manager del gruppo, Steve Vitella che ha preparato l'intervista, e naturalmente Gaetano Curreri, splendida persona oltre che grande professionista (la Redazione di vL). |
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