Giovedì 25 Giugno 2009
Veneto Jazz Festival 2009
Fra gli ospiti, Keith Jarrett, George Benson e Stefano Bollani, luglio – settembre, città del Veneto e dintorni
XXI edizione di Veneto Jazz Festival, il festival realizzato da Veneto Jazz in collaborazione con la Regione del Veneto e con il supporto di Fondazione Antonveneta ed Enel, main sponsor della manifestazione, che per i mesi di luglio, agosto e settembre, invaderà le più belle piazze della regione (e dintorni), con artisti di fama internazionale e originali proposte musicali. Un centinaio gli eventi in cartellone, ospitati in location prestigiose e in piccole cittadine, occasione per proporre un itinerario culturale e turistico, ma soprattutto per ascoltare il meglio del jazz mondiale.
Fra gli ospiti più illustri della stagione, ritorna al festival, dopo le indimenticabili esibizioni dell’Arena di Verona (2004) e del Teatro La Fenice (2006), uno dei massimi pianisti jazz contemporanei, Keith Jarrett, nella formazione del trio con Gary Peacock e Jack DeJohnette, in scena in un’altra dimora storica, Palazzo Te a Mantova, appena fuori dai confini della regione (16 luglio).
Produzione in grande stile per il chitarrista e cantante americano George Benson, nel tour-tributo a Nat King Cole, in scena con la sua band e con l'Orchestra della Filarmonia Veneta diretta da Randy Waldman (28 elementi) e con un quintetto di coristi diretto da Janey Clewer (Castello Scaligero, Villafranca – Verona, 19 luglio).
Lo storico batterista Roy Haynes sarà al Parco di Villa Varda di Brugnera – Pordenone (5 luglio); Stefano Bollani, il più noto jazzista italiano a livello internazionale, si esibirà nel suo progetto “Carioca”, con una band di musicisti brasiliani (Rocca dei Tempesta, Noale, 24 luglio); Hiromi, giovane pianista giapponese che ha già diviso le scene e un album con Chick Corea, sarà al Castello degli Ezzelini di Bassano del Grappa (17 luglio); Noa, stella della world music, che mescola jazz, rock americano e suggestioni mediorientali, al Teatro Vittoriale di Gardone – Brescia (25 luglio); il trio del chitarrista italiano Fabrizio Sotti, che ospita Mino Cinelu, batterista e percussionista noto soprattutto per la sua collaborazione con Miles Davis, sarà presente in un piccolo tour che tocca Gardone Riviera (20 luglio), Bassano del Grappa (22 luglio), Valdagno (25 luglio), Venezia (27 luglio).
Fra le proposte più interessanti del festival, si segnala Adam Holzman, artista innovativo spesso associato alla musica fusion, in una performance di Solo Synth (21 luglio, Bassano del Grappa) e l’omaggio a Giorgione, con la performance pittura e musica di Gabriele Amadori (18 luglio, Castelfranco Veneto). E non mancheranno location inusuali, come le Centrali Enel di Ca’ Barzizza a Bassano del Grappa e di Castelviero a Nervesa della Battaglia, con Fondazione Antonveneta ed Enel partner principali della manifestazione.
Un centinaio gli eventi in cartellone, per 2 mesi di programmazione, con un “festival nel festival”, la seconda edizione di Venezia Jazz Festival (27 luglio – 2 agosto), uno degli appuntamenti mondiali del settore, con ospiti d’eccezione come Wynton Marsalis e la Jazz at Lincoln Center Orchestra (28 luglio, Teatro La Fenice) e Paolo Conte e l’Orchestra Sinfonica di Venezia (31 luglio, Piazza San Marco).
Per tutta l’estate, palcoscenico del festival saranno le città di Bassano del Grappa, Brugnera, Campagna Lupia, Castelcucco, Castelfranco Veneto, Chioggia, Conegliano, Cortina d’Ampezzo, Este, Fiesso d’Artico, Gardone Riviera, Mantova, Mestre, Noale, Nervesa della Battaglia, Possagno, San Pietro di Feletto, Treviso, Valdagno, Vicenza, Venezia, Verona, Villafranca, Vittorio Veneto.
GLI EVENTI
5 luglio – Parco Villa Varda – Brugnera (Pn) in collaborazione con Blues in Villa
ROY HAYNES FOUNTAIN OF YOUTH BAND
Roy Haynes: batteria
Jallel Shaw: sax
David Kikoski: piano
David Wong: contrabbasso
La sua straordinaria carriera inizia nel 1945. Dopo poco tempo viene chiamato dal mitico sassofonista Lester Young con cui suona dal 1947 al 1949. Successivamente negli anni ‘50, Haynes entra a far parte di gruppi leggendari al fianco di Charlie Parker(1949-1952), Bud Powell, Stan Getz, Sarah Vaughan (1953-1958), Thelonious Monk, Lennie Tristano, Miles Davis. Il suo bagaglio tecnico e la cifra stilistica lo rendono insostituibile come sideman per tutti gli anni anni ‘60.
Dapprima è con Eric Dolphy, poi con John Coltrane (come sostituto di Elvin Jones).
Successivamente viene chiamato da Stan Getz e Gary Burton, per le loro rispettive tournèe.
Ascoltando "Fountain of Youth", il disco interamente registrato dal vivo in occasione di due spettacoli tenutesi al Birdland di New York nel dicembre del 2002, si ha la sensazione che Roy Haynes, oltre alla sua incontenibile energia, non abbia per nulla perso la voglia d'incantare il proprio pubblico. E, del resto, il suo stile, quello che egli stesso definisce hard swing, è anche questo. Un disco con una fortissima impronta batteristica, dove domina l'istrionismo di questo genio ribelle che ha selezionato brani straordinari, da Thelonius Monk a Pat Metheny.
16 luglio – Palazzo Te – Mantova
KEITH JARRETT – GARY PEACOCK – JACK DEJOHNETTE
Keith Jarrett - piano
Gary Peacock – contrabbasso
Jack DeJohnette – batteria
Dopo gli indimenticabili concerti all’Arena di Verona (2004) e, in piano solo, al Teatro La Fenice di Venezia (2006), Keith Jarett, in trio con gli inseparabili Gary Peacock e Jack DeJohnette, si esibirà ancora una volta per Veneto Jazz in una location storica affascinante, Palazzo Te, a Mantova, regalando agli appassionati una serata magica come solo il noto musicista di Allentown, Pennsylvania, sa creare.
L’appuntamento torna a celebrare il miglior piano trio del jazz moderno, dopo quello storico di Bill Evans, Scott LaFaro e Paul Motian. Nonostante l’apparente svolta dei dischi Inside Out e Always Let Me Go, il suo repertorio continua a privilegiare gli standards, ovvero i brani che hanno fatto la storia del jazz e costituiscono il repertorio “classico” di questa musica. Brani mille volte eseguiti, che il trio rinnova ogni volta, grazie all’interazione telepatica che lega i musicisti e che si trasmette a tutti gi ascoltatori in platea.
I tre musicisti hanno appena pubblicato per ECM il disco “Yesterdays”, in verità registrato nel 2001, così come i due precedenti cd del trio, “The Out-of-Towners” (2004) e il doppio “My Foolish Heart” (2007). E’ il periodo in cui Jarrett riprende a suonare dal vivo, dopo aver superato la “sindrome da stanchezza cronica” che per un paio d’anni l’aveva tenuto lontano dalle scene. Il gruppo appare in grandissima forma e il disco regala momenti davvero formidabili.
Su quest’organico straordinario sono stati scritti fiumi di parole ma è impossibile non ribadire i suoi tratti caratteristici: una ricerca, quasi mistica, della purezza creativa che nasce da una profonda condivisione di valori musicali, che si muove tra rispetto per la tradizione ed esplorazione delle forme. In ogni momento la loro musica può prendere gli sviluppi più imprevisti: pagine ritmicamente convulse o iterative possono concludersi in improvvisi squarci romantici, in lirici abbandoni dove ogni nota si specchia nel silenzio.
17 luglio – Castello degli Ezzelini – Bassano del Grappa (Vi)
Hiromi 4tet
Hiromi Uehara - piano, tastiere
Ritorna al festival la giovane pianista giapponese Hiromi Uehara, esilarante scoperta dalla stagione invernale di Veneto Jazz, con un memorabile concerto al Teatro Accademico di Castelfranco dove ha entusiasmato per l’originalità del suo stile pianistico, che unisce jazz e free jazz tradizionale con elettronica e sonorità orientali. Ospite dei templi della musica jazz mondiale, dopo aver fatto uscire ben due album solo nel 2009 (in uno duetta addirittura con Chick Corea) si sta imponendo sulla scena internazionale per un nuovo concetto di musica.
Jeff Winbush, tra i principali critici musicali statunitensi, sostiene che “fa parte di quel ristretto novero di musicisti che non assomiglia a nessun altro”, che “la sua musica è catalogata come jazzistica, ma in realtà è lontana da limitazioni di genere” e che “il suo stile pianistico passa da Beethoven ad Ahmad Jamal a Frank Zappa”. Intervistata sulle sue fonti d’ispirazione, dice: “Io amo Bach, Oscar Peterson, Franz List e Ahmad Jamal, ma amo anche gli Sly and Family Stone, i Dream Theater e i King Crimson”.
Ed è proprio naturalezza e confidenza nel fondere insieme elementi eterogenei che si trasmettono attraverso la sua musica. L’ultimo lavoro, Beyond Standard, è un chiaro esempio del suo eclettismo, ovvero una rielaborazione in chiave jazz di alcuni dei più noti successi della tradizione musicale americana, emblema dell’attitudine nipponica sempre pronta a rielaborare la tradizione in chiave ultramoderna. Da non perdere la sua coinvolgente esibizione dal vivo.
18 luglio – Parco di Villa Bolasco – Castelfranco Veneto (TV)
Performance di Musica e Pittura in omaggio a Giorgione
La Tempesta: ritmi, suoni, segni e colori della natura
Gabriele Amadori – pittore
Stefano Battaglia – piano
Michele Rabbia - Percussioni e live electronic
Dedicato all'omonima opera pittorica di Giorgione, nella città che gli ha dato i natali e nel V centenario dalla sua scomparsa, lo spettacolo “La Tempesta: ritmi, suoni, segni e colori della natura” unisce la performance pittorica di Gabriele Amadori ad un concerto per improvvisazioni pianistiche e percussive, su base registrata di suoni e rumori della natura.
L’artista ripropone sulla tela allestita nel palcoscenico, accompagnando i colori ai suoni, l’atmosfera straniante del dipinto, primo quadro paesaggistico moderno, ma soprattutto simbolo emblematico della vita e del suo divenire. Un'opera intrisa di ritmi cromatici e prospettici che risentono della intensa vicinanza del pittore alla poetica della musica che, proprio in quel periodo, cominciava ad inserirsi a pieno titolo nelle prime rappresentazioni teatrali liriche veneziane.
La natura, colta nei suoi fenomeni più profondi e misteriosi, e l’immagine delle rovine suggeriscono in maniera vivida il fascino del tempo e dei piaceri che scorrono, che può trasformarsi in una suggestiva espressione estetica, creatività che a sua volta si traduce in un contrappunto ritmico musicale.
19 luglio - Castello Scaligero di Villafranca (VR)
GEORGE BENSON plays a tribute to Nat King Cole
con ORCHESTRA DELLA FILARMONIA VENETA
George Benson: chitarra e voce
Michael O'Neill: chitarra e voce
Randy Waldman: pianoforte
Stanley Banks: basso
Thom Hall: tastiere
Buddy Williams: batteria
Orchestra di 28 elementi diretti da Randy Waldman e 5 coristi diretti da Janey Clewer
George Benson celebra la leggenda Nat King Cole con una produzione speciale. Il noto chitarrista e cantante americano sarà sul palcoscenico dalla sua band e dall’Orchestra della Filarmonia Veneta, con 28 elementi diretti da Randy Waldman e cinque coristi sotto la guida di Janet Clewer. Si tratta di un evento straordinario che vede l’artista, con un organico da grandi occasioni, impegnato in un tributo a colui che è considerato, a partire dagli anni ’50, uno dei più popolari cantanti d’America, interprete di brani memorabili come Unforgettable e Mona Lisa.
La carriera di Nat King Cole (Montgomery 1919 – Santa Monica 1965) è stata per certi versi vicina a quella di George Benson, con gli inizi nel jazz e poi i grandi successi nel pop. Cole ha sondato diversi generi musicali, dal periodo swing (influenzato da Earl “Fatha” Hines) al repertorio classico di Bach e Rachmaninoff, così come Benson ha subito il fascino di importanti artisti jazz come Charlie Christian, Wes Montgomery e lo stesso Nat King Cole.
Un chitarrista dallo stile inconfondibile e un vocalist dal timbro vellutato e sensuale. George Benson è tra i pochi artisti ad aver raggiunto sia il successo commerciale che quello della critica. Gli amanti del rhythm 'n blues lo ricordano come il cantante/chitarrista autore di hit quali Give Me the Night e Turn Your Love Around mentre il mondo del jazz continua a far tesoro dei suoi album strumentali degli anni '60 e dei primi '70, oramai dei classici. Ha prestato il suo talento a musicisti jazz di fama come Miles Davis ( “Miles in the sky”, 968), Deodato, Jorge Dalto, Hank Crawford, Tony Bennet, Quincy Jones, Chet Atkins, Jack McDuff, Herbie Hancock, Roy Ayers (solo per citarne alcuni) e ha realizzato in proprio una serie di eccellenti album tra jazz e blues dal 1964 al 1975. Nel 1976 con Breezin George Benson si piazza nelle zone alte delle chart di vendita, ottenendo un successo senza precedenti per un disco jazz.
20 luglio – Piazzetta del Vittoriale - Gardone Riviera (BS)
22 luglio – Centrale Enel Ca’ Barzizza – Bassano del Grappa (VI)
25 luglio – Piazza Municipio - Valdagno
27 luglio – Isola di San Servolo – Venezia
FABRIZIO SOTTI TRIO feat. James Genus and Mino Cinelu
Fabrizio Sotti – chitarra acustica ed elettrica
Sam Barsh – organo hammond
Mino Cinelu – batteria e percussioni
Fabrizio Sotti, chitarrista padovano da anni residenti a New York, è il leader del gruppo formato da Sam Barsh all’organo e Mino Cinelu alla batteria e percussioni, noto per la sua collaborazione con Miles Davis. Presenta, nell’esclusivo tour europeo, il nuovo album ‘Inner dance’, pubblicato a maggio 2009 per l’etichetta Koch/Universal, con composizioni originali dello stesso Sotti, e due eccezionali special guests come la cantante Claudia Acuna e l’armonicista Gregoire Maret.
A soli trentaquattro anni, Sotti ha collezionato collaborazioni e registrazioni con Al Foster, Randy Brecker, Roy Hargrove, Eddie Henderson, George Coleman, Wallace Roney, John Patitucci, Terry-Lyne Carrington, George Garzone, Jeff "Tain" Watts, Victor Jones, Mick Goodrick, Will Calhoun, Rachel Z e tanti altri. E' anche uno dei produttori di R&B e Hip Hop più richiesti negli Stati Uniti, in seguito ai successi di hit da lui prodotte di artisti come Foxy Brown, Joe e Mary J.Blige.
Mino Cinelu, straordinario percussionista nato a Parigi, ha suonato con Miles Davis, Sting, Weather Report, Pat Metheny, Herby Hancock, Steve Wonder.
Completa il trio Sam Barsh, affermato tastierista originario di Chicago ma di stanza a New York, spesso nel trio di Avishai Cohen.
24 luglio – Rocca dei Tempesta – Noale (VE) in collaborazione con Ubi Jazz
BOLLANI CARIOCA
Stefano Bollani - pianoforte
Zè Nogueira - sassofoni
Marco Pereira - chitarra
Jorge Helder - contrabbasso
Jurim Moreira - batteria
Armando Marçal – percussioni
Mirko Guerrini – sax tenore e soprano
Nico Gori – clarinetto
Carioca è l’inedito viaggio che il pianista Stefano Bollani ha intrapreso andando alla scoperta del mondo del samba e del choro, le vere, autentiche colonne sonore di Rio de Janeiro, dalle quali ha preso forma la Bossa Nova. L’omonimo disco, edito dalla Universal e ideato dal giornalista Alberto Riva, è stato registrato nell’ottobre del 2006 a Rio de Janeiro con alcuni dei più prestigiosi strumentisti brasiliani: il chitarrista Marco Pereira, il batterista Jurim Moreira, il contrabbassista Jorge Helder, il mago delle percussioni Armando Marçal, più noto come “Marçalinho”, e in fine il sassofonista Zé Nogueira, tutti presenti sul palco nel nuovo tour di Carioca, ai quali si aggiungono Mirko Guerrini e Nico Gori, già componenti dei Visionari di Bollani.
Nello show “ao vivo”, tornano vecchi e straordinari samba come “A voz do morro” di Zé Keti, “Samba e amor” di Chico Buarque o “Luz negra” di Nelson Cavaquinho; perle dello choro come “Segura ele” del maestro Pixinguinha e “Tico Tico no Fubà” di Ziquinha de Abreu; fanno la loro comparsa improvvisazioni e sorprese, come “Na baixa do sapateiro” di Ary Barroso, “Outra coisa” di Moacir Santos e “Trem da onze” di Adoniran Barbosa, il famoso “inno di San Paolo” che fu tradotto anche in Italia da Riccardo Del Turco come “Figlio unico” e che Bollani canta e reinventa ogni volta. Il gruppo segue l’umore e, come direbbero a Rio, “l’onda” del momento, interpretando lo spirito delle canzoni, compatto oppure dividendosi in trio, in duo, in quartetto e talvolta lasciando al centro il lirismo, lo humor e la fantasia di Stefano Bollani in “solo” con il suo pianoforte.
25 luglio – Il Vittoriale – Gardone Riviera (BS)
Noa e Band
“Genes & jeans tour”
Noa – voce e percussioni
Gil Dor – chitarre
Gil Zohar – tastiere, basso elettrico
Gadi Seri – batteria e percussioni
La cantante israeliana Noa ha una voce che diffonde gioia ed entusiasmo. Il suo canto mescola armoniosamente jazz, rock americano e suggestioni mediorientali, superando tutte le frontiere culturali. Interprete in Vaticano di un'Ave Maria che ha commosso il mondo e protagonista di numerosi festival di musica etnica, Achinoam Nini (Noa per tutti) è diventata in pochi anni una stella acclamata della world music. Grazie anche alla collaborazione con Gil Dor e con il chitarrista americano Pat Metheny, Noa ha messo a frutto le capacità e la fantasia compositiva che uno spiccato talento musicale ha profuso in lei. Dopo una raccolta di brani cantati interamente in ebraico, è uscito Noa, il disco che l'ha fatta conoscere fuori del suo paese e Blue Touches Blue, la raccolta che la cantante ha portato in tournée in tutto il mondo.
Nel 2002 esce Now, un album più pop, che propone alcune cover, anche se l'impegno sociale e umanitario resta. Tra le collaborazioni, suggestiva quella della pianista Rita Marcotulli.
In concerto, il suo repertorio, dapprima molto americano, scivola gradualmente verso melodie più orientali. E proprio quando si immerge in quel clima, danzando e accompagnandosi con percussioni, tamburelli, piccoli strumenti a fiato, Noa dà il meglio di sé, oppure quando regala "Beautiful that way", il brano della colonna sonora del film di Roberto Benigni "La vita è bella".
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