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![]() Articoli Articoli / Retrospettive / Habitat- Rassegna cinematografica a LonigoMartedì 12 Maggio 2009 Habitat- Rassegna cinematografica a LonigoCinedocumentari sulla vita in montagna, in collaborazione col Film Festival della Lessinia nel nuovo anfiteatro di Via C. Ridolfi a Lonigovenerdì.15ore 21.00 e 22.15L'è uscìa (È così) di Urs Frey e Mike Wildbolz - Svizzera, 24’, 1999 Renzo Maroli vive a Castasegna, in una casa isolata sui ripidi pendii della Val Bregaglia. Lassù gli fanno compagnia solo i suoi animali: «Senza una donna posso starci, ma senza le mucche mai». Dall’alto della sua cascina, a strapiombo sulla valle, questo pastore settantenne parla della solitudine come un dono di Dio e osserva il mondo che, laggiù, si trasforma mentre lui rimane indissolubilmente legato alla sua terra. «Sono vecchio, piccolo, brutto e ho il carattere e il colore del posto dove vivo.» Renzo Maroli parla il “bregagliotto”, il dialetto romancio, cantalenante e musicale, della sua terra. Nelle sue parole misurate, che escono dal folto della barba bianca, c’è la consapevolezza di un’intera vita, velata appena da un lieve senso di malinconia. Revoluziun di Urs Frey Svizzera, 42', 2005 La rivoluzione del ‘68 ha lasciato la sua traccia anche nel cantone svizzero dei Grigioni. Ma dove sono finiti, oggi, gli ex-rivoluzionari che combattevano contro l’establishment e volevano cambiare il mondo? Vedono il mondo come allora? Sono rimasti fedeli a se stessi? Il film racconta del “dropout” e contadino Niculin Gianotti, nel suo mondo del paese di Bidogno, in Ticino. Accanto a lui la moglie Evelina e la figlia Mattea, la libraia Anna Ratti, l’artista Not Vital ed il politico Andrea Hämmerle, tutti amici degli anni del ‘68. «Se dovessi rivivere farei gli stessi errori», afferma Niculin e, a guardarlo portare a spalle il letame sui prati del Ticino, si concorda con lui quando afferma che anche questa è una forma di rivoluzione. sabato.16ore 21.00 Das Kalb in der Kuh, das Korn in der Kist' (Il vitello nella mucca, il grano nella cassa) di Josef Schwellensattl - Germania, 89', 2006 L’Oberhof è uno degli ultimi masi in fondo alla Val d’Ultimo. Da secoli ci abitano gli Schwienbacher che tutti, lassù, dal nome del maso, chiamano “Oberhofer”. I fratelli Luis e Wascht vivono con la loro anziana madre, Zilla. Alla fine di giugno, con falce e rastrello, si trasferiscono a malga Tufer, a 2000 metri, e, in agosto, falciano il prato, minuziosamente, con amore, attorno anche ai sassi più piccoli per raccogliere il fieno e non lasciarne nemmeno un filo per terra. D’inverno, il fieno viene caricato sulle slitte e legato con le corde ricavate da pelle di mucca, costruite pazientemente dai fratelli stessi, nel maso, sotto lo sguardo attento di Zilla. La discesa delle slitte a valle è una festa. Un tempo le ragazze sceglievano il ragazzo con la slitta più bella. E poi si ballava, tutti insieme. Ora, invece, non si balla più: mancano le ragazze. domenica.17ore 21.00 e 22.00 Gasìngala, un violino in Lessinia di Alessandro Anderloni - Italia, 18’, 2001 "Gasìngala", in cimbro, significa "piccola canzone". Ma nel linguaggio asciutto di questi montanari, conosciuti un tempo come abili boscaioli e carbonai, con "gasìngala" ci si riferisce a qualsiasi breve motivo musicale. Il regista e autore teatrale Alessandro Anderloni, accogliendo un’idea di Bepi De Marzi, ha scelto i Capricci di Nicolò Paganini, le brevi composizioni per violino solo del geniale musicista genovese, per raccontare la sua Lessinia dentro lo spazio della poesia. Il protagonista è un giovane talento del violino: Giovanni Angeleri, padovano di nascita e di formazione musicale, vincitore del Concorso Internazionale “Premio Paganini” nel 1997 e concertista in tutto il mondo come solista e come direttore stabile dell’Orchestra delle Venezie. Giovanni Angeleri ha suonato i Capricci |
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