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Articoli / Festival / New Conversations Vicenza Jazz - XIV edizione- 8-16 maggio 2009
Mercoledì 29 Aprile 2009

New Conversations Vicenza Jazz - XIV edizione- 8-16 maggio 2009

New Conversations Vicenza Jazz - XIV edizione-  8-16 maggio 2009

08/05/2009: New Conversations Vicenza Jazz  XIV edizione 8-16 maggio 2009

Con la sua quattordicesima edizione in calendario dall'8 al 16 maggio 2009, "New Conversations- Vicenza Jazz" riparte con grandi ritorni e produzioni originali in esclusiva. I ritorni sono quelli del main sponsor che ne è stato co-produttore fin dal primo anno, Luca Trivellato, dell'assessore Francesca  Lazzari che con Trivellato (e col direttore artistico Riccardo Brazzale) fu tra i fondatori del festival nel 96', nonché Luca Berton, il patròn del Panic Jazz Club di Marostica che torna a gestire lo spazio-club after-hours. La tradizionale rassegna intitolata quest'anno "Il Jazz che venne dal freddo" sarà possibile anche grazie al contributo delle Fiera di Vicenza e di Assicurazioni Generali.

Oltre ai concerti delle 21.00,che vedranno la partecipazione tra gli altri di John Zorn, Buena Vista Social Club, Tom Harrel, Jan Garbarek, Geri Allen, Stefano Bollani, vi saranno esibizioni per la città intera, nei locali, nelle piazze e nelle strade (con l'apertura di spazi urbani inediti), nei palazzi antichi e nelle chiese, nelle sede di mostre e sedi istituzionali.

Le prevendite partiranno da martedì 3 marzo al Teatro Comunale, Pantarhei, Avit, e i punti Green Ticket, con la novità della vendita online; da aprile la prevendita partirà anche al Teatro Olimpico.

John Zorn & Uri Caine
Sassofonista, compositore, produttore e vero animatore culturale, John Zorn (New York, 1943) ha saputo elevare le espressioni musicali dell’underground newyorkese (jazz ma non solo) sino al punto di schiudere loro le porte dei più importanti teatri e delle più prestigiose istituzioni culturali del pianeta. Un vero percorso per aspera ad astra. Del resto, se il jazz ha assorbito i codici estetici del postmoderno lo dobbiamo proprio a Zorn e ai suoi fondamentali album degli anni Ottanta: i primi di una discografia poi divenuta sterminata. Non meno ampio è il raggio degli interessi musicali dimostrato dal pianista Uri Caine (Philadelphia, 1956), uno dei musicisti più influenti dell’ultimo decennio. E non dissimile il suo percorso artistico, seppur privo degli eccessi più tipicamente zorniani: dal mainstream ai progetti più personali e ricercati nei quali Caine ha fatto confluire i generi musicali più diversi.

Buena Vista Social Club
Una all stars dei più grandi musicisti cubani, il cui passato artistico precede addirittura l’avvento di Fidel Castro. Ideato da Ry Cooder nel 1996 senza il minimo sospetto che sarebbe diventato velocemente un fenomeno planetario, il Buena Vista Social Club rappresenta l’anima più genuina della musica popolare latino-caraibica: suadente, eccitante, accorata, pulsante di ritmi contagiosi.
Quella del Buena Vista Social Club è una delle storie più commoventi che si siano mai ascoltate in musica: indimenticabili i suoi compianti membri Rubén González, Compay Segundo e Ibrahim Ferrer, immortalati con tutto il resto della formazione attiva ancora oggi nel celebre film di Wim Wenders (1999).

Funk Off
I Funk Off sono una marching band la cui tradizione non è tanto quella del dixieland quanto piuttosto quella di James Brown (al fianco del quale i Funk Off si sono esibiti), Frank Zappa, Maceo Parker. Coi Funk Off la musica diventa movimento inarrestabile, per i musicisti che la eseguono come per chi la ascolta.

Jan Garbarek & Hilliard Ensemble
Quando nel 1994 uscì il disco Officium (ECM), primo e fortunatissimo atto del sodalizio tra il sassofonista norvegese Jan Garbarek (Mysen, 1947) e l’Hilliard Ensemble, quartetto vocale a cappella tra i più insigni nel campo della musica antica, ci si rese immediatamente conto che nel campo della contaminazione musicale qualcosa, ancora, non era stato tentato. Garbarek improvvisa liberamente col sax attorno alle volute del canto dell’Hilliard, alle prese con opere anonime o composizioni di autori quali Dufay e Perotinus. L’ambientazione sonora riverberante offerta dagli edifici sacri fa il resto: davanti al senso estatico e all’immediatezza spirituale di questa musica non c’è purismo che possa resistere.

Tom Harrell & Dado Moroni
Quello tra Tom Harrell (Urbana, Illinois, 1946) e Dado Moroni (Genova, 1962) è un sodalizio le cui origini risalgono indietro nel tempo di ormai oltre due decenni. Ma la specifica formula in duo che li vede oggi riuniti è nata di recente, durante le pause di registrazione di un album in quintetto: il tempo libero riempito registrando qualche pezzo ha immediatamente rivelato il potenziale espressivo di questo incontro musicale. Il totale accordo tra i due solisti conferisce un senso di smagliante contemporaneità alla musica, giocata sui contrasti tra la rigogliosa fantasia armonica della tastiera e l’olimpica linearità delle improvvisazioni di Harrell, dietro la cui enorme creatività pare non celarsi, da parte del trombettista, sforzo alcuno. Il feeling dei due strumentisti nei confronti del repertorio scelto e anche l’evidente sorpresa reciproca di fronte al fluire dell’invenzione musicale conferiscono a questo incontro l’aspetto di una sublime epifania.

Geri Allen Trio + special guest Maurice Chestnut
Geri Allen si affacciò sulla scena musicale newyorkese verso la metà degli anni Ottanta: il movimento M-Base che ruotava attorno a Steve Coleman fu allora il suo trampolino. Iniziò quindi a proporsi come leader, incidendo anche in una formazione paritetica con Charlie Haden e Paul Motian. Le sue collaborazioni (da Ron Carter a Tony Williams, Jack DeJohnette, Ornette Coleman, Betty Carter e Charles Lloyd) le hanno permesso di affermarsi definitivamente nel corso degli anni Novanta, imponendola come una delle principali esponenti del mainstream del decennio. L’esibizione al fianco del giovane ballerino di tip tap Maurice Chestnut sarà un confronto diretto tra maestri del ritmo.

Dave Holland Quartet
Il quartetto di Dave Holland (Wolverhampton, 1946) altro non è che un’edizione ‘abbreviata’ del quintetto del contrabbassista inglese, ovvero di uno dei gruppi più longevi e dei sodalizi artistici che meglio definiscono le frontiere ‘alte’ del jazz contemporaneo. Cresciuto musicalmente in compagnia di altri celebri jazzisti europei (Kenny Wheeler, John Surman, John Taylor), Holland impresse una nuova direzione alla sua carriera trasferendosi negli Stati Uniti, dove entrò a far parte del gruppo elettrico di Miles Davis, assieme al quale registrò diversi album (inclusi gli epocali In a Silent Way e Bitches Brew). Poi fu anche al fianco di Stan Getz e Thelonious Monk. Ma negli ultimi tre decenni, a parte collaborazioni sempre prestigiose (come quella con Sam Rivers), Holland si è dedicato soprattutto a sviluppare la propria musica, giungendo alle sue attuali proposte ritmicamente poliedriche e visionarie.

Stefano Bollani
Celebre ormai anche come intrattenitore televisivo e radiofonico, nonché come scrittore, Stefano Bollani (nato a Milano nel 1972 ma toscano d’adozione) non fa che estendere in questi ambiti quel gusto per la narrazione e la battuta sagace che si ritrova anche nella sua musica. Questa procede infatti come una narrazione romanzesca, nella quale la tensione è stemperata nella vivacità più sfrenata, la malinconia nel frammento umoristico. Ciò avviene sia nella dimensione del piano solo, un irresistibile e tecnicamente virtuosistico tet a tet col pubblico, che in quella degli incontri in duo con altri solisti (a Vicenza con un personaggio particolarissimo come Irene Grandi) o dei suoi gruppi più ampi, come il quintetto I Visionari. Nella musica di Bollani fluttuano citazioni musicali eterogenee, in un divertissement tra jazz, classica, canzone italiana e rimandi popolari. Insomma, una musica che si muove come un equilibrista su un filo, intessuto al contempo di serietà e ironia.

Terence Blanchard
Terence Blanchard (New Orleans, 1962), ovvero l’aurea stagione dei Young Lions degli anni Ottanta, col suo incredibile fiorire di nuovi astri della tromba: Blanchard, appunto, e poi Marsalis e Hargrove. I modelli di riferimento sono quelli dell’hard bop, soprattutto Freddie Hubbard, mentre Blanchard fa le prime, non trascurabili, esperienze con Lionel Hampton e i Jazz Messengers di Art Blakey. La notorietà, in un simile contesto e con le sue evidenti virtù solistiche, giunge presto. Da solista incide numerosi dischi per la Columbia, poi passa alla Blue Note. Parallelamente lega il proprio nome a quello di Spike Lee, firmando la colonna sonora di numerose celebri pellicole del regista: Do the Right Thing, Mo' Better Blues, Jungle Fever, Malcolm X sino al recente Miracolo a Sant’Anna.

Mingus Dinasty
Nel 2009 fanno trent’anni dalla scomparsa di Charles Mingus: una figura tra le più debordanti dell’intera storia del jazz per la forza interpretativa e la ricchezza delle composizioni che ci ha lasciato. La Mingus Dinasty è la formazione che ne ha ufficialmente raccolto l’eredità musicale, formandosi poco dopo la morte del contrabbassista e raccogliendo tra le sue fila i suoi migliori collaboratori musicali di Mingus. Nel corso del tempo ne hanno fatto parte artisti del calibro di Jimmy Owens, Randy Brecker, Jon Faddis, Jimmy Knepper, John Handy, Joe Farrell, David Murray, Clifford Jordan, Don Pullen, Sir Roland Hanna, Jaki Byard, Dannie Richmond, Billy Hart, Kenny Washington, Charlie Haden, Reggie Johnson, Reggie Workman, Richard Davis… Le registrazioni e le esibizioni dal vivo della Mingus Dinasty hanno sempre garantito livelli di eccezionalità e un carattere sopra le righe pienamente in sintonia con l’immagine di Mingus. Sulle basi della Mingus Dinasty, a partire dal 1991, si è poi sviluppato il più ampio organico della Mingus Big Band. Per questa sua esibizione italiana, la Mingus Dinasty celebrerà un altro anniversario jazzistico: quello dei cinquant’anni dalla pubblicazione di Mingus Ah Um (1959), primo album del bassista per la Columbia e opera discografica tra le più rilevanti dell’intera storia del jazz. Basterebbero le prime due tracce a renderlo un testo sacro: Better Get It in Your Soul e Goodbye Pork Pie Hat. Ma Mingus era nel suo momento di massima espansione creativa e così il resto dell’album tracima di brani ritmicamente ribollenti e dalle incredibili tessiture strumentali, da Fables of Faubus a Jelly Roll.

Yellowjackets
Attivi dal 1981 e, almeno inizialmente, seguaci del R&B, gli Yellowjackets sono diventati poi campioni del genere fusion, conservando la loro originaria predisposizione ritmica e declinandola in chiave jazz. L’aspetto melodico, strada facendo, si è fatto molto accentuato, consentendo agli Yellowjackets di imporsi come band di riferimento dello smooth jazz americano. Ma lo scorso anno una collaborazione ‘d’autore’ con Mike Stern ha riportato alla luce tutta la grinta ritmica della formazione statunitense. Tra i suoi attuali membri, il tastierista Russell Ferrante e il bassista elettrico Jimmy Haslip fanno parte della formazione originaria. Ma ormai anche gli altri due componenti del quartetto, il sassofonista Bob Mintzer e il batterista Marcus Baylor, vengono immancabilmente identificati col marchio degli Yellowjackets. Si tratta di un sodalizio tra virtuosi dei rispettivi strumenti.

Eivind Aarset “Sonic Codex” feat. Håkon Kornstad
Elettro-jazz nordico, di quello che taglia più d’una lama di ghiaccio: è quello del chitarrista norvegese Eivind Aarset, uno dei protagonisti più creativi e interessanti dell’underground scandinavo. Dopo esperienze anche in campo heavy metal, Aarset entra nel giro di Bugge Wesseltoft, guru della musica improvvisata più alternativa di Oslo. Poi entra in pianta stabile nel gruppo di Nils Petter Molvær.
Le sue prove da leader dimostrano come sappia prelevare spunti, ma anche contemporaneamente allontanarsi, sia dal jazz che dal rock. Ritmi ipnotizzanti da club culture, energia e un’aura dark rendono prepotentemente emozionante la musica di Aarset, che per il concerto vicentino sarà affiancato dal sassofonista norvegese Håkon Kornstad: un altro musicista che sa come incorporare la pronuncia afro-americana nei contesti elettronici.

Qui il programma dei concerti delle ore 21.00

Venerdì 8 Maggio
Teatro Olimpico
“An evening with John Zorn”
John Zorn featuring Uri Caine

Sabato 9 Maggio
Piazza dei Signori
Buena Vista Social Club

Domenica 10 Maggio
Tempio di S.Lorenzo
Jan Garbarek & Hilliard Ensemble “Officium”

Lunedì 11 Maggio
Teatro Olimpico
prologo: Tom Harrell & Dado Moroni
Geri Allen Trio + Maurice Chestnut

Martedì 12 Maggio
Auditorium Canneti
Dave Holland Quartet

Mercoledì 13 Maggio
Teatro Comunale
Stefano Bollani x 3 - Solo, duo con Irene Grandi, Visionari

Giovedì 14 Maggio
Auditorium Canneti
prologo: Eivind Aarset “Sonic Codex” featuring Hakon Kornstad Terence Blanchard

Venerdì 15 Maggio
Teatro Comunale
Mingus Dynasty “Mingus Ah Um”

Sabato 16 Maggio
Auditorium Canneti
Yellowjackets

I LOCALI DEL JAZZ 

Locanda alla Montagna Spaccata - Strada per Recoaro Mille, Località Spaccata 4 – Recoaro Terme
Giovedì 7, ore 21.30
Pedrollo First Class
Chiara Santagiuliana & Friends

BAR SARTEA - Corso SS Felice e Fortunato 362 - Vicenza
Domenica 10, ore 21.30
Matteo Sabatini New York 5tet featuring Mike Moreno

Da martedì 12 a sabato 16, tutte le sere, ore 19.00
Swingin' man Gianni Cazzola, artist in residence
con G. Carollo, E. Martin, G. Bigarella, B. Calamosca, F. Bertazzo Hart, U. May, M. Calgaro, O. Marchionni, L. Calgaro, B. Pilotto
Dalle ore 21, tutte le sere Open Jam Session

DEGUSTO, Cantina della Ca' D'Oro - Contrà San Gaetano da Thiene, 8 - Vicenza
Giovedì 7, ore 21.30
Gianluca Carollo Trio
Giovedì 14, ore 19.00
Antonio Gallucci & Riccardo Bertuzzi

OSTERIA AL GALLO NERO - V.le s. Lazzaro, 71 - Vicenza
Lunedì 11, ore 21.30
Cherry's 5et
Giovedì 15, ore 21.30
Mecetrio

BYE BYE BRAZIL - C.so Palladio 87 - Vicenza
Venerdì, 8 ore 19.30
Luma duo
Mercoledì 13, ore 19.30
Francesco Guidolin 4et
Venerdì 15, ore 19.30
Chiara & Friends

JULIEN, ore 21.30 - Contrà Ca’ Bianca, 13 - Vicenza
Venerdì 8
Gigi Sella 4et (funk jazz)
Sabato 9
Carlo Dal Monte 4et (jazz)
Lunedì 11
Swingout 5et (jazz swing)
Martedì 12
Pietrobelli 5et (jazz)
Mercoledì 13
Luca Donini 4et (etno jazz)
Giovedì 14
Luma 4et (jazz brasil)
Venerdì 15
Beppe Corazza 4et (jazz)
Sabato 16
Dominique & Afrogues (afro jazz)

NUOVO BAR ASTRA – Contrà Barche 14 - Vicenza
Giovedì 7, ore 19.00
Crosara & Santagiuliana: "Pianodrama"
Venerdì 8, ore 19.00
Polga, Boscagin & Friends
Sabato 9, ore 19.00
Lubjan in Jazz
Domenica 10, ore 19.00
Cherry’s 5et
Lunedì 11, ore 19.00
Oscar Marchionni Trio
Martedì 12, ore 19.00
Chicca Andriollo: "Intrigo"
Mercoledì 13, ore 19.00
Dynamic Trio + Ross
Giovedì 14, ore 19.00
Ganesh 5et
Venerdì 15, ore 19.00
Copiello & Conforto: Nina
Sabato 16, ore 19.00
Laca & Castello: Two Pigeons
Domenica 17, ore 17.00
Final Jam Session

OPERA food&drinks - Piazza Matteotti, 8 - Vicenza
Domenica 10, ore 17.30
Jalenti 4tet
Mercoledì 13, ore 21.00
Dominique & Afro Guest
Venerdì 15, ore 21.00
Tribossa

RISTORANTE AL PESTELLO - Contrà S. Stefano, 3 - Vicenza
Martedì 12, ore 21.00
Mattia Martorano & Lino Brotto
Mercoledì 13, ore 21.00
Michele Polga & Michele Calgaro
Giovedì 14, ore 21.00
Francesca Bertazzo Hart & Beppe Pilotto

HOUSE OF BLUES CAFÉ - Stradella dei Munari, 29 - Vicenza
Giovedì 14, ore 18.30
Paolo Mele Outsider & Friends: "Stuffed Rooster" jazz-blues e testi underground

OPEN CLUB - Viale Crispi, Galleria Crispi - Vicenza
Venerdì 8, ore 22.00
Les Manouches + Gypsy Jam
Venerdì 15, ore 22.00
Francesco Todeschini

Esposizioni, workshop e presentazioni

Domenica 10 maggio LAMeC (Basilica Palladiana), ore 18
"Il jazz come poesia civile" incontro con Guido Michelone con la partecipazione di Ettore Martin & Les Quartettes String Quartet: Corpo Acustico

Mercoledì 13 maggio  Biblioteca "La Vigna", ore 18
"Ultimo viaggio a Rustene"  presentazione del libro di Andrea Cera Poarst

Sabato 16 maggio Sala Concerti del Conservatorio “A. Pedrollo”, ore 18
Saggio-Concerto workshop con Pete Churchill

7-24 maggio LAMeC (Basilica Palladiana)
Arman, mostra di scultura e pittura
Orari: da martedì a domenica 10.00-18.00
Venerdì e sabato, chiusura posticipata alle 21.30

Il Jazz al Conservatorio "A. Pedrollo"
- 14,15,16 maggio: workshop di canto con Pete Churchill
- martedì 12 maggio, ore 10.30: seminario con Maurizio Franco, "Quei ragazzi del 1909"

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