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![]() ![]() Articoli Articoli / Album / Il nuovo album “Blended” dei Polar For The MassesLunedì 23 Marzo 2009 Il nuovo album “Blended” dei Polar For The MassesIl nuovo album dei POLAR FOR THE MASSES, “BLENDED” (per Black Nutria independent label, distribuzione Audioglobe), uscito il 15 marzo ha già le prime recensioni.L’album è stato registrato al Red House Recording Studio dal produttore David Lenci, ed il mastering realizzato a Chicago da Bob Weston e Jason Ward. A distanza di due anni dal primo lavoro “Let me be here”, la band si ripresenta al pubblico con un rock ancora più energico: ritmo incisivo, congegni melodici di forte impatto. Prime recensioni: MESCALINA – Articolo di Massimo Sannella del 01/03/2009 La Vicentina Black Nutria Label lancia sul mercato un disco, un “tornado” nuovo di zecca, che potrebbe benissimo inficiare la lotta dei vari Comitati “No Dal Molin” della zona. “Blended” il nuovo album dei vicentini Polar For The Masses batte a tappeto il giro mercuriale che lega a doppia maglia le ambiguità di un Brian Molko, il dirty’n’roll Stoogesiano e che finiscono non troppo lontano dalle asperità di area spacey; tutto si dibatte in onde soffocanti e poi lenitive, in cui il trio fa di tutto (e bene) per inoculare all’attenzione una calibrata inquietudine che si può tranquillamente frequentare e ammirare. Ne viene fuori un disco che non è solo quello di una band che già potrebbe accalappiare legioni di appassionati, ma anche di un suono compatto, che rinuncia volutamente ad ogni fronzolo, per rimanere fedele ad un’immagine diretta, mai eccessiva, sempre sincera ed onesta. Più omogeneo rispetto al precedente “Let me be here”, Blended maneggia con sempre più consapevolezza la materia scottante del rock; strani personaggi ? Bizzarri, con loro non ci si annoia mai. Riescono a far capottare al meglio anche la più squallida giornata assetata di groove; prendete il ritmo ossessivo e robotico di “Comes down” tanto per farvi la bocca o le planimetrie Iguanesche di “Where your nose is” per rintuzzarvi le papille gustative, e provate a gestire questo bel disco se ci riuscite. “Blended” ha un’ascolto “orizzontale”, umorale, che ha nei momenti dominati dalle grattate distorte di chitarra garage ( The duck) e nella voce ora sporcata ora che fa parkour tra acidità desertiche e Detroit sound (Life is brilliant), le punte acuminate di una grande suggestione uditiva. I Polar For The Masses non hanno nessun filo di grasso ad appesantire la loro ammaliante animalità, procedono in un perfetto caotismo filettato di sbavature noise (Timer on the head), nelle abbordate al rock’n’roll malato e grave (Ready to play), nel gas onirico (Socks) come nell’agitazione nevrotica (No solution) che nelle diafanità sperimentali Bowieane (Nightclubbing); manipolano dieci dinamiche di idee soniche di buona scuola, di grande esercitazione di stile. Se si farebbe molta più attenzione alla musica giovane di questo nostro Paese, questa nuova proposta dei PFTM potrebbe colpire le orecchie di molti anche oltre dogana, e allora sì che questo “Blended” verrebbe riconosciuto come prodotto doc: ovvero un intruglio appagatamente dirty e tirato di classe, intelligentemente di marca. INDIE FOR BUNNIES – Articolo di Luca Morello del 18/03/2009 Maturati sia sotto il profilo tecnico che compositivo i vicentini Polar For The Masses si ripresentano al pubblico underground con un pugno di ottimi brani robusti e quadrati, fatti di imponenti arieti ritmiche da sfondamento, fraseggi killer e rugginose muraglie elettriche, brani superiori qualitativamente a quelli contenuti nell’esordio “Let Me Be Here”. La musica dei Polar For The Masses sembra possedere due anime, comunque non immediatamente distinguibili e che spesso vanno a sovrapporsi: una sinistramente voluttuosa e oppressa da inquietudini notturne e un’altra più furibonda e indocile che però non eccede mai in detonazioni smodatamente disordinate. I tre si destreggiano con abilità tra ossessivi riff ora incendiari (“Timer On The Head” e “The Duck”, con una bellissima coda pseudo-spacey attraversata da striscianti sibili) ora gelidamente ipnotici (la maliarda “Where Your Nose Is” e “No Solution”), tra un rock agonizzante e un po’ fosco (“Socks” e “Nightclubbing”, disadorne e sinistre, la conclusiva “Life Is Brilliant”) ed uno un po’ più vitalistico (“Nothing’s Wrong”, epica e a suo modo quasi eterea, e “Ready To Play”, con le strofe roboticamente marziali in netto contrasto con il vivace refrain dal sapore hard-rock) . Situabile al crocevia tra garage, dopo-punk e rock delle sabbie, “Blended” è martellante, scarno e a tratti compiaciutamente lascivo, roccioso e dotato di una malcelata eleganza diabolica. Insomma, volendo essere più diretti potremmo dire che si tratta di un’opera fottutamente divertente, tanto tosta quanto sexy. FREAK OUT – Articolo di Vittorio Lannutti del 19/03/2009 È un lavoro molto intrigante e variegato, questo “Blended”, secondo disco dei vicentini Polar For The Masses. In poco più di mezz’ora il trio veneto sciorina con grande maestria il suo bagaglio fatto di rock’n’roll, elettronica, p-funk, noise, new wave e pop. È tutto questo insieme, ben miscelato, “Blended”, da cui si evince che nel trio le anime non sono tre, ma ne sono presenti molte. I brani in molti casi si evolvono cambiando registro stilistico, su tutti “Where your noise is”, nel quale il noise di scuola Dischord si coniuga con la new wave e con gli artigli degli One Dimensional Man. Tirata con un basso che va sempre più a fondo è “Ready to play”, cui fa da contraltare un cantato melodico e coinvolgente, mentre “Life is brillant” è intrisa di uno p-funk incostante. “Blended” è un ottimo lavoro, portavoce dell’indefinitezza del periodo che stiamo vivendo non soltanto dal punto di vista musicale. |
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