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Articoli / il Backstage / ilBackstage di NOA
Lunedì 8 Marzo 2004

ilBackstage di NOA

Per il secondo appuntamento con ilBackStage abbiamo incontrato NOA, la cantante israeliana presente a Padova in occasione del concerto dello scorso 8 Marzo per la Festa della Donna.

“I wish you peace” – NOA in concerto a Padova per festeggiare l’8 Marzo.

“I wish you peace” è la frase che rimane impressa a fine giornata. Ed è rimasta impressa perché rappresenta tutte le sfumature di questa Artista israeliana incontrata l’8 Marzo scorso a Padova, in occasione del concerto gratuito per la Festa della Donna promosso dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Padova in collaborazione con Veneto Jazz.
Un concerto molto speciale, con un buon equilibrio di jazz, rock americano e sonorità mediorientali, in cui la grandissima interprete di fama internazionale ha proposto alcuni dei suoi brani più famosi in versione acustica, accompagnata da Gil Dor (co-autore ed arrangiatore del repertorio) alla chitarra, Zohar Fresco alle percussioni e il quartetto d’archi Solis String Quartet composto dai musicisti napoletani Vincenzo Di Donna e Luigi De Maio al violino, Gerardo Morrone alla viola e Antonio Di Francia al violoncello.

Nata a Tel Aviv, trascorre l’infanzia negli USA e torna definitivamente in Israele all’età di 17 anni. Durante i due anni di servizio militare obbligatorio inizia ad esibirsi affiancando Gil Dor, direttore della "Rimon School of Music" di Tel Aviv e allievo di PAT METHENY che nel 1994 produrrà il primo album: “Noa”. Da qui il successo mondiale, quattro album all’attivo http://www.noasmusic.com e collaborazioni con moltissimi artisti di fama internazionale (Pino Daniele, Steve Wonder, Joan Baez, Santana e molti altri), partecipazioni ad alcune colonne sonore, tra cui testo ed arrangiamenti del tema de “La Vita è Bella” di Benigni-Piovani.
Ma la sua bravura e la sua indole estremamente coraggiosa la portano anche ad affrontare non poche difficoltà da quando la sua vicenda personale si intreccia alle vicende politiche del suo paese, a partire dal 1992 quando si dichiara in favore della nascita dello Stato Palestinese, attirando le ire degli ortodossi israeliani, e nel 1994 quando in Piazza San Pietro, prima artista ebraica, canta l’Ave Maria davanti al Papa cattolico. E’ il suo primo viaggio in Italia, paese dove, dice, ormai si sente come a casa “…tre ore di volo e sono qui, in mezzo ad altri amici”; ma Noa è anche l’unica artista israeliana che viene invitata ad esibirsi ai Festival palestinesi, davanti ad un pubblico interamente arabo.

Come ha in ogni modo sottolineato durante la lunga intervista che ci ha concesso, il suo impegno ora è nel farsi messaggera dell’importanza e valore del concetto di pace, ma sempre e assolutamente in modo personale. Non c’è niente di banale o scontato quando lei, non solo in quanto grandissima artista mondiale, ma soprattutto come donna e madre in attesa del secondo figlio, parla di pace. Perché ne parla alla luce della sua vicenda, di essere umano, senza atteggiamento passivo di accettazione, ma come di un lavoro di grandissimo impegno da affrontare con intelligenza e coraggio.

“Comunicate” ripete in continuazione, “l’unica via di affrontare le diversità è il dialogo” e, aggiunge Gil Dor, “la violenza non è la risposta alla paura, è solo la via più semplice, ma anche la più distruttiva”. Si anima spiegandoci, anche con la luce degli occhi, come l’unico modo per riuscire ad affrontare la paura delle diversità sia uscirne attraverso il dialogo “Non servono muri per difendersi, non sono una protezione, ma creano solo altra distanza e incomprensione”. “Open mind, open mind” e vive questo concetto in prima persona, spiegandoci come ogni sua idea non riguardi “solo” la politica o “solo” la musica, ma sia atteggiamento mentale che investe ogni aspetto della vita.
Apertura mentale e impegno al dialogo, no ad ogni forma di estremismo o purismo, classico quello in campo religioso, ma “pericoloso” perché poco fertile allo stesso modo anche in campo musicale. “Oh, beautiful voice, beautiful song, ma la musica non cambia il mondo! Le istituzioni, le persone invece sì, le donne in particolar modo, che per istinto naturale sono portate ad avere cura della vita, in quanto madri legate ai problemi più pratici come nutrire, coprire e proteggere”.
Riguardo ai grandi temi come la globalizzazione (negativa?) e nel suo specifico la world music (positiva?) chiarisce subito quanta confusione ci sia attorno a questi concetti, anche qui congelati da troppe catalogazioni: “Non è sempre la globalizzazione il mostro da combattere, e la world music è spesso usata come ombrello per rendere inattaccabile ai giudizi qualcosa di incomprensibile. Ma non c’è scambio e cultura se non ci si capisce, quindi via libera al dialogo anche in campo musicale, la contaminazione crea il contatto, il purismo non mi interessa. Mi chiedono spesso perché non canto in arabo, mi dicono che è molto più etnico ed intrigante dell’inglese (e sorride!)…ma IO AMO la lingua inglese, l’ho studiata, adoro la lingua di Sheakespeare e questa è la lingua che PER ME è incontro con il mondo, questa è la mia global music”.
Ancora in primo piano il concetto della comunicazione e rifiuto verso tutte le forme di estremismo o chiusura “Non capisco chi dice io faccio jazz, oh no al resto, pop separato da rock…open mind, open mind. I feel so”. Sorride e si rilassa quando passiamo a chiederle di parlarci di come nasce la sua musica e della stretta collaborazione con il chitarrista Gil Dor compositore ed arrangiatore di tutti i brani originali degli album di Noa. Anche qui uno scambio. “E’ come se giocassimo a ping pong, io scrivo un brano, lui ascolta, sistema l’idea musicale, correggiamo, riascoltiamo, la suoniamo ai concerti e ne sentiamo la reazione…” Gil aggiunge “…e se ci emoziona ancora, allora significa che per noi è buona musica”. Sorride e ci congeda con uno “Shalom” che ora è per noi molto più intenso di prima.

Forse la musica non può cambiare il mondo, ma se ai suoi concerti applaudono a fianco israeliani e palestinesi, per noi questo è un piccolo spiraglio di buon inizio.

Alle 21.30 presso una sala gremita di persone di tutte le età del Centro Congressi Papa Luciani inizia il concerto. Il repertorio che propone parte dai suoi primi lavori del 1994 e 1996, con brani come U.N.I. “…the universe begins with u n i…” un gioco di parole per sottolineare subito come ogni aspetto della vita abbia inizio dal contatto di due persone, Mishaela, Wild Flower (tratti da “Noa” del 1994). Ricorda l’8 Marzo con profondo rispetto per questa Festa, augurando coraggio alle Donne per tutte le difficoltà che, nonostante questo secolo di femminismo e rivalutazione, devono ancora affrontare.
Presenta il quartetto d’archi che ha aperto il concerto suonando una tarantella di propria composizione e una rivisitazione di Minuendo di Pat Metheny. I SOLIS STRING QUARTET hanno accompagnato i più importanti musicisti italiani da Baglioni, Bennato, Rossana Casale, PFM, ed anche Elisa nella sua vittoria a Sanremo 2001 con "Luce". Si scatena alle percussioni in I don’t know, esprimendo attraverso la danza la gioia di vita che già ci aveva trasmesso a parole nel pomeriggio. Conclude Now Forget con un’incredibile dialogo tra voce e violino, e lascia spazio a Gil Dor che, in duetto con il percussionista Zohar Fresco (questi due musicisti accompagnano da anni l'artista), presenta un brano di sua composizione. Alcuni brani sono invece tratti dall‘ ultimo lavoro “Now” , come Here we are again scritta dalla pianista jazz Rita Marcotulli.
Due parole di introduzione ad un canto tradizionale yemenita (lei è figlia di genitori yemeniti) e ad alcuni brani che riguardano espressamente i bambini e le donne, una sorta di omaggio poichè “...nelle persone che hanno sofferto c’è maggior predisposizione all’apertura mentale e al senso di speranza”. Segue un brano che insegna anche al pubblico, e cantano tutti!! Il ritornello è molto semplice, a volerlo imparare “Shalom, shalom, shalom, shalom”. Sottolinea “…basta un po’ d’impegno per parlare di pace”.
Non poteva mancare la splendida Beautiful that way tema de “La Vita è Bella” in duetto chitarra/voce con Gil Dor e, riarrangiati dal quartetto Solis, due brani della più pura tradizione napoletana: Santa Lucia luntana e Torna a Surriento, cantati col sorriso da questa incredibile Artista mondiale.

Ringraziamo Mara Bisinella di Veneto Jazz che ci ha organizzato l’incontro con Noa e Gil Dor, e Federico Pelle di theBasement Recording Studio di Vicenza che ha collaborato con noi alla realizzazione dell’intervista. la Redazione di vL.

Scheda Artista http://www.vicenzalive.it/gruppi/1962/noa/

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